«E ora Bush deve cacciare Rove» Non si placa la bufera sul Cia-Gate

Wilson, uno dei protagonisti del caso, ricorda: «Il presidente promise di licenziare la talpa nel suo staff»

da Washington

«Bush ha sempre detto di essere un uomo di parola, allora mantenga le promesse e licenzi Karl Rove». Ieri mattina, in un’intervista rilasciata all’Nbc, l’ex ambasciatore americano Joseph Wilson ha così ricordato al presidente americano quanto detto lo scorso settembre 2003 in merito alla «talpa» che originò lo scandalo ormai noto come Cia-Gate.
Wilson è il marito dell’agente della Cia Valerie Plame il cui nome fu reso noto nel 2003 da un articolo del New York Times. L’ex diplomatico ha accusato apertamente il vice capo gabinetto della Casa Bianca e stratega della vittoria alle ultime presidenziali, di aver rivelato al giornalista Matthew Cooper la vera identità della moglie-spia. Processato assieme alla giornalista Judith Miller per non aver voluto rivelare l’identità della «talpa», Cooper ha evitato la prigione accettando a poche ore dal verdetto di rendere nota la propria fonte: Karl Rove.
Secondo Wilson, Rove suggerì a Cooper l’identità della spia «undercover» per vendetta. Nel 2002, Wilson aveva compiuto un’indagine in Niger che l’aveva condotto a smentire le voci di un’acquisto di uranio da parte dell’Irak di Saddam Hussein. Le affermazioni dell’ambasciatore americano avevano allora gettato ombra sui piani di guerra in Irak della presidenza Bush. Wilson rincara poi la dose definendo la Casa Bianca un «muro di gomma», per ripetuti tentativi di insabbiare le indagini sul Cia-gate.
Ma ora alle richieste di licenziamento per Rove venute dai democratici, in testa il senatore del Massachusetts e sfidante di Bush nelle elezioni dello scorso novembre John Kerry, iniziano ad aggiungersi quelle di alcuni repubblicani, preoccupati per l’impatto della vicenda sull’opinione pubblica. In seno al Grand Old Party, Rove sembra diventato di colpo una figura troppo ingombrante. Anche se, finora, pochi sono gli esponenti repubblicani che hanno parlato non coperti dall’anonimato, l’impressione è che presto Bush si troverà costretto ad abbandonare Rove nonostante l’amicizia tra i due. Una previsione smentita, almeno ieri, dallo stesso Bush che si è fatto fotografare con Rowe sul prato della Casa Bianca. Entrambi sorridenti. Ma un sondaggio Nbc/Wall Street Journal rivela che per la prima volta da quando Bush figlio è stato eletto alla Casa Bianca il numero degli americani che lo giudicano «onesto e diretto» è sceso dal 50 al 41%.