E ora il Cda è nelle mani degli olandesi

da Milano

Round a favore di Abn Amro ieri a Padova, all’assemblea dell’Antonveneta, dove la banca olandese ha nominato un nuovo consiglio di amministrazione di suo gradimento. A nulla è valso il tentativo di Emanuele Rimini, custode delle azioni di Banca Popolare italiana e alleati, sequestrate per ordine della Procura di Milano, di arrivare a un accordo per il rinvio dell’assemblea. Rimini ha spiegato che nella serata di martedì c’erano stati contatti con i legali di Abn, che non erano andati a buon fine. E ieri mattina ha tentato la carta della richiesta di un rinvio a non prima del 5 settembre con il mantenimento dell’attuale cda, presentata agli azionisti. La richiesta è stata respinta a larga maggioranza: «Una grande quota delle azioni sequestrate è priva del diritto di voto», ha spiegato Rimini, «ed è su questo che bisognerà vedere se ci saranno sviluppi in tempi più o meno rapidi». Congelamento del voto (stabilito ieri da Bankitalia) e sequestro delle azioni disposto dalla magistratura di Milano hanno così spianato la strada agli olandesi.
Abn ha dunque preso in mano le redini e ha nominato il cda che vede l’ex ministro delle Finanze, Augusto Fantozzi, nuovo presidente. Alla carica di numero operativo confermato Piero Luigi Montani, che era già amministratore delegato fino all’assemblea del 30 aprile. Confermato anche Francesco Spinelli vice presidente. Gli altri consiglieri del comitato esecutivo sono Enrico Cucchiani, Paolo Cuccia, Gilberto Muraro e Giuseppe Stefanel.
Forte delle difficoltà in cui ora si trova la Popolare Italiana, Abn ha rilanciato annunciando che non intende rimanere in minoranza: ma mentre finora questa dichiarazione veniva interpretata come un’intenzione di abbandonare il campo, adesso Paolo Cuccia, uno dei più alti dirigenti del gruppo in Italia, ha spiegato che la banca olandese potrebbe anche pensare ad aumentare la sua quota. In ogni caso Abn «non farà mancare il suo sostegno» ad Antonveneta: una dichiarazione che ora suona come una decisione a condurre fino in fondo la battaglia. Cuccia ha anche detto che la scalata di Bpi è stata «occulta e strisciante e Abn Amro ha dovuto constatare con amarezza la mancanza di parità di condizioni necessarie per la contesa del controllo di Antonveneta».
Il round vinto non significa però che la strada per Abn sia ora in discesa: le decisioni della magistratura sul sequestro delle azioni (il ricorso è già stato presentato) potrebbero ancora ribaltare i rapporti di forza tra gli schieramenti in campo.