E ora Chirac pressa Karzai: negoziato anche per i francesi

Parigi - In Francia ci si pone un interrogativo imbarazzante e drammatico: è possibile che il «caso Mastrogiacomo» abbia spinto i talebani a scommettere ancor più di prima sulla «strategia dei sequestri» allo scopo di mettere in difficoltà le autorità di Kabul? La domanda è d'attualità nel giorno in cui è stato diffuso un filmato inquietante sulla situazione di due giovani francesi, sequestrati dai talebani. I malcapitati sollecitano una trattativa, ma le autorità di Parigi temono che la spirale del negoziato possa complicare ancor di più le cose nel Paese asiatico. Soprattutto devono fare i conti col presidente afghano Karzai che ha giurato di non fare mai più concessioni a un governo occidentale che gli chiede di liberare dei terroristi in cambio di un ostaggio.
«Aiutateci!» è il disperato appello che un uomo e una donna lanciano da un video amatoriale, realizzato in Afghanistan e rimbalzato in giro per il mondo. Prima in Canada, dove la rete tv che lo ha ricevuto - il canale pubblico Cbc - ha deciso di mettere in onda solo immagini fisse, come fossero fotografie. Allora i registi dell'oscena operazione di comunicazione hanno fatto ricorso a internet, mettendo in rete l'integralità del filmato. Vi si vedono due giovani ostaggi francesi, un uomo dal volto scavato e una donna terrorizzata (col capo fasciato da un chador), supplicare l'intervento del governo di Parigi per aver salva la vita e per poter tornare in libertà. Le televisioni del mondo intero si sono divise tra loro sull'opportunità di trasmettere il filmato. Le emittenti francesi hanno deciso di non farlo.
Ma a Parigi l'ansia aumenta di ora in ora. L'opinione pubblica comincia a preoccuparsi molto seriamente per la sorte dei due connazionali, rapiti il 3 aprile in Afghanistan. Si tratta di due cooperanti, che si trovavano nella provincia sudoccidentale di Nimroz nel quadro delle attività umanitarie dell’Ong Terre d'enfance. Sono stati sequestrati insieme a un autista e a due interpreti di nazionalità afghana. Sulle prime l'atteggiamento delle autorità e dell'opinione pubblica di fronte a questa drammatica vicenda è stato improntato alla massima prudenza. La situazione degli ostaggi francesi è complicata dalle polemiche provocate dalla vicenda Mastrogiacomo e dal comportamento adottato in quell'occasione dai governi di Roma e di Kabul.
I media francesi attribuiscono ai talebani l'intenzione di replicare il «gioco al rialzo» praticato durante il sequestro Mastrogiacomo. Il quotidiano Le Monde ricorda che Karzai ha promesso di non negoziare più con i talebani, che catturano ostaggi innocenti. Jacques Chirac ha tentato di rendere più flessibile la posizione di Karzai, telefonandogli per sollecitare il massimo impegno delle autorità di Kabul in favore di un compromesso con i rapitori. Lapidario e un po' ambiguo è il commento di Karzai: «Le autorità afghane fanno tutto il possibile per ottenere la liberazione degli ostaggi». Resta da capire se quel «tutto il possibile» riguardi una trattativa sottobanco o le ricerche dei guerriglieri da parte dell'esercito. La radio pubblica parigina France Info ha diffuso l'intervista a un esperto di lotta al terrorismo, secondo cui le autorità italiane hanno commesso un errore fidandosi ciecamente dell’Ong Emergency.
Gli uomini del comandate talebano Dadullah, lo stesso del rapimento Mastrogiacomo, evitano di porre condizioni precise per il rilascio dei due francesi, ma parlano della necessità di una trattativa. Le Monde rileva che «lo scambio accettato per il giornalista italiano - ossia la liberazione di cinque responsabili talebani - è stato criticato da tutte le parti» e in seguito Karzai ha dichiarato «che non ci saranno più accordi di questo genere con nessuno».