E ora criticano pure Leopardi in prima serata

Mercoledì sera mi sono finalmente riconosciuto in quello che sto facendo al Più grande italiano di tutti i tempi. Ho accettato finora tutte le critiche a capo chino, pronto a ricredermi perfino su me stesso: sarei felice se adesso qualcuno avesse l’onestà intellettuale di cambiare idea su questo tanto vituperato programma che stavolta ha cambiato rotta, radicalmente. Almeno per il rispetto che ho avuto per le tesi di tutti, ascoltando anche le più dure invettive e impegnandomi a fare mea culpa, accogliendo i giusti inviti a corregger il tiro e premurandomi di non offendere più la sensibilità altrui.
Ma adesso, qualcuno si renderà conto che abbiamo parlato di Leopardi in prima serata? Che abbiamo fatto tenere a Sgarbi una rigorosa lezione di storia dell’arte? Che su Leonardo e Michelangelo abbiamo fatto confrontare delle intelligenze che nessuno può contestare? Che abbiamo avuto ospite un cantante pop come Lucio Dalla, ma che ha interpretato un brano tratto da una sua opera rappresentata a teatro? Che abbiamo sentito persone alzarsi dagli spalti e accalorarsi per le virtù civili di Mazzini (Giuseppe, non la Mazzini intesa come Mina, sulla quale comunque si è discusso con alto profilo)? Da quanto tempo poi non si dava nuovo lustro a un uomo delle istituzioni che ha creato unione nel Paese come Sandro Pertini? Infine, il lungo, appassionato, commosso applauso per i nostri eroi Falcone e Borsellino, lava molti dei nostri peccati commessi nelle precedenti puntate.
Qualcuno osserverà che si debba avere titolo a discettare di eccellenze dell’intelletto come quelle citate: io, con profonda umiltà, amo invece credere che tutti possano sentire propri coloro che ammirano e abbiano il diritto di esprimere il proprio apprezzamento con gli strumenti lessicali e cognitivi che si ritrovano. Mi dispiace, ma il razzismo culturale non lo accetto.
Insomma mercoledì ho sentito di fare davvero servizio pubblico, felice di essere umile cerimoniere della prima azienda culturale italiana, piena di difetti come tutti noi umani siamo, ma cui va riconosciuta almeno la buona volontà e l’impegno a migliorarsi puntata dopo puntata.
Credo ci sia profonda differenza se il gioco riguarda due geni dell’umanità o due disperati chiusi in un reality: io ho imparato tante cose, lo stesso credo abbiano fatto tanti come me. Da ieri sono meno ignorante e lo stesso credo sia accaduto a tanti come me. E magari (mi) accadesse con ogni programma che faccio... O che vedo!