E ora Forza Italia non smonta più i gazebo

(...) Un po’ meno sereni devono essere apparsi gli avversari, intesi come gli esponenti della sinistra e del Pd sia chiaro. Perché nella «due giorni» di banchetti qualcosa di strano è accaduto. A Sanremo, ad esempio, un militante di Forza Italia che aveva messo su il gazebo è stato multato. Settecento euro e addio tredicesima. Vigili troppo zelanti, o cosa? «A Sanremo vige un’ordinanza che vieta l’occupazione di suolo pubblico ogni domenica di dicembre per garantire lo shopping natalizio - spiega Michele Scandroglio, coordinatore regionale di Forza Italia -. Noi, di fatto, abbiamo perso un’intera giornata in un Comune importante. Per carità, il nostro militante era nel torto, ma in questi casi forse il buonsenso avrebbe suggerito altre soluzioni. Il fatto è che in questi giorni sono successe troppe cose strane».
Fa subito gli esempi il dirigente azzurro. Non perde il sorriso, usa la battuta e rispolvera don Camillo, ma intanto denuncia un clima niente affatto sereno. «Ho girato molti punti di raccolta - sottolinea Scandroglio -. In qualche Comune rosso ho notato assessori, consiglieri e uomini di partito che stazionavano intorno ai gazebo, controllavano chi si avvicinava. Sembravano dire che il “Dio ti vede, Stalin no” vale solo in cabina e non certo in questa occasione». Un fatto che ha tenuto più di una persona alla larga dai banchetti. Nei piccoli centri ma non solo. E la multa di Sanremo potrebbe essere qualcosa in più di una coincidenza. Ma il coordinatore regionale non ha certo intenzione di fermarsi. «Anzi, riunirò il direttivo, perché vorrei che i banchetti continuassero, anche per dare la possibilità a chi ancora lo chiede, di aderire. È stato un momento straordinario - ripete Scandroglio -. Abbiamo capito che la gente ci vuole parlare. E da questi giorni, come già per la raccolta firme anti-Prodi, abbiamo anche noi capito l’importanza di questo contatto».
Ma cosa ha spinto davvero i cittadini a scendere in strada per raggiungere i gazebo? «La voglia di partecipare. Molti sapevano della pre-adesione, magari non tutti la confermeranno, ma intanto ci hanno dato suggerimenti, ci hanno espresso dubbi e perplessità - è l’analisi del dirigente -. Anche sul discorso delle alleanze, i cittadini sono divisi. C’è la parte più anticomunista che non vuole sentir parlare di accordi e contatti con la sinistra, che chiede di tornare all’unità con An, Udc e Lega. Ma c’è anche la parte che contesta agli alleati di avere effettivamente esagerato. Anche queste sono indicazioni importanti».
Poi c’è l’aspetto più eclatante del coinvolgimento popolare. La scelta del nome del soggetto politico ha incuriosito e interessato molti di quelli che si sono messi in fila agli 85 banchetti liguri, con cifre particolarmente esaltanti a Savona. Alla fine, dopo una partenza favorevole al «Partito della Libertà», anche in Liguria, al fotofinish, ha prevalso la più «progressista» dizione di «Popolo della Libertà». «Siamo sul 49 a 51 per cento, e molte schede dobbiamo ancora riceverle e controllarle», specifica Scandroglio. Che però tiene a ribadire quello che considera l’aspetto fondamentale di questi giorni. «Voglio ringraziare i nostri militanti e i volontari che si sono alternati ai banchetti - chiude -. Questo successo c’è stato solo grazie a loro. L’intuizione di Berlusconi è stata confermata, ma lo spirito di chi ha sfidato anche freddo e pioggia è stato commovente». Un popolo che si è fatto partito.