E ora la grande distribuzione Dopo 15 centri vendita Upim Mainetti comprerà ancora

«É vero che è una novità per i nostri fondi immobiliari l’acquisizione di una porzione anziché l’intero edificio, ma nel caso dei centri di vendita Upim ha prevalso in questo momento di difficoltà dell’economia l’attenzione verso il locatario, che ha uno storico brand, nonché la dislocazione in aree strategiche di capoluoghi come Trieste e Genova». Valter Mainetti, ceo di Sorgente Sgr, nota anche per l’ingresso nella proprietà di due grattacieli-icona di New York come il Flatiron e il Chrysler Building, sta rivolgendo sempre più attenzione alla grande distribuzione. L’ingresso nel settore risale a un paio d’anni fa con l’acquisto di due immobili di grande prestigio che fanno capo a Rinascente. Il primo a Roma in Piazza Fiume, firmato dall’architetto Albini, e il secondo a Monza, interessante esempio di Liberty.
Alla fine del 2007 è stata messa a segno un’operazione che ha consentito al Fondo Michelangelo, riservato agli investitori istituzionali, di acquisire per 146 milioni di euro, 15 centri di vendita della catena Upim dislocati da un capo all’altro del Paese: da Ventimiglia, a Trieste, da Milano a Messina e a Roma. Trattative sono in corso per l’acquisto di altri immobili commerciali in centri storici. Si tratta di immobili che dovrebbero, in futuro, alla scadenza del Fondo a cui oggi appartengono, confluire nel comparto commerciale del nuovo Fondo Donatello da poco lanciato. «Gli immobili a destinazione commerciale - spiega Mainetti - hanno redditività più bassa di circa un punto rispetto a quelli che ospitano uffici, ma hanno un maggiore incremento di valore perché sono ubicati in aree delle città cosiddette strategiche, caratterizzate da un buon servizio di mezzi pubblici e, quindi, ricercate dalle aziende commerciali interessate a un grande passaggio di persone. Inoltre, in un periodo di crisi economica come l’attuale - aggiunge - l’investimento in uffici è più rischioso perché se un’azienda lascia un immobile è più difficile rimpiazzarla, mentre i centri di vendita mantengono inalterata la loro appetibilità per l’esclusività della loro ubicazione».