E ora i palestinesi rinominano le città

Nevè Dekalim, la capitale dei coloni della striscia di Gaza caduta la settimana scorsa dopo un lungo assedio alla sinagoga, potrebbe anche essere ribattezzata «Arafat City». Tra i palestinesi di Gaza imperversa il toto-nomi per le 21 colonie ebraiche, ora vuote, che nelle prossime settimane, dopo la distruzione delle villette dei loro 8.500 abitanti, saranno consegnate alle autorità palestinesi. L’Anp prevede di trasformarle in piccole città, costruendo palazzi in grado di ospitare almeno 250mila palestinesi. Tra i sostenitori di Hamas, c’è chi pensa al nome dell’ex presidente Yasser Arafat proprio per Nevè Dekalim, la città simbolo delle colonie di Gush Katif. Altri propongono il nome del fondatore del movimento integralista, Ahmed Yassin, per una delle colonie «dure» intorno alle quali si è più combattuto come come Kfar Darom, Morag o Netzarim. Ai vertici dell’amministrazione locale si pensa piuttosto a usare nomi degli insediamenti per ricompensare i donatori più generosi alla ricostruzione di Gaza. Il governatore di Rafah suggerisce il nome di Re Abdallah di Giordania e spiega: «Se re Abdallah ci aiuta a costruire una città, è normale che porti il suo nome». Il presidente degli Emirati Arabi ha fatto sapere di voler contribuire con 100 milioni di dollari alla costruzione di una città di 30.000 abitanti al posto della colonia di Morag.