E ora l’Islam chiede la moschea con vista mare

(...) di «Genova città dei diritti», con la firma del un protocollo di intesa tra Tursi e la comunità islamica. La sindaco non lo dice esplicitamente, ma la moschea è uno dei punti di forza dell'accordo. «Sceglieremo insieme dove e come - dice Marta Vincenzi -, sarà una decisione di tutta la città. Per ora esistono solo dei modelli progettuali». Intanto, il capo della comunità islamica genovese Salah Husein, ha confermato la disponibilità a permutare l'immobile di Cornigliano, già di proprietà della comunità islamica, con un altro sito indicato dal comune. Troppi gli attriti nella delegazione ponentina, che più volte ha ribadito il suo «no» alla moschea di via. E poi, se fosse, la Darsena è molto più centrale.
Attriti anche in via Garibaldi: poco prima della firma del patto, alcuni rappresentanti della Lega Nord e de La Destra stavano manifestando contro la costruzione della moschea con la distribuzione di volantini. All'arrivo della sindaco, non è mancato uno scambio di parole pungenti con i rappresentanti dei due partiti, che a lei hanno rimproverato i «silenzi» sul tema moschea in consiglio comunale. Ma la firma è stata messa e moschea sarà. «Entro fine anno - commenta il capo della comunità islamica - il comune dovrà indicare a un tavolo di lavoro comune quale sarà il luogo per la costruzione della moschea». Con tutti i suoi annessi e connessi. «Abbiamo pensato a uno sviluppo su più piani, con un centro polifunzionale - spiega Husein -. E poi, certo, il minareto, che per noi è un elemento fondamentale».