E ora l’operazione «carte revolving» La clientela si evolve

Nome in codice 106, l’articolo del Testo unico bancario che norma l’attività dei soggetti nel settore finanziario: è l’operazione lanciata da Capital Money per l’acquisto della società di intermediazione Finrete, grazie a cui può esordire nelle carte revolving. Dopo il debutto sul Web e il recente ingresso nell’immobiliare con un network di agenzie, Capital Money, capofila di una galassia societaria in continua espansione, scommette ora sullo sviluppo a passo di carica del business delle carte a rimborso. Del resto, stando ai dati di Assofin, l’uso di queste carte è cresciuto di oltre il 46% nei primi 6 mesi 2006 e il trend pare confermarsi. «Una volta completata l’acquisizione del 51% di Finrete - dice Federico Cancarini, ad di Capital Money - la società sarà ribattezzata e opererà in modo indipendente sul mercato del credito. Affiancando sia la nostra controllata Prestifamily, che opera come agente in attività finanziaria, sia altre società di mediazione creditizia, in ragione di nuovi accordi di partnership». Un modo per allargare il raggio d’azione e, da subito, il giro d’affari.
A Prestifamily, la cui offerta è centrata su prestiti personali e sulla cessione del quinto dello stipendio, restano infatti ancora da coprire alcune regioni del Nord Italia e del Centro. «Riteniamo che il nuovo acquisto, forte di un capitale sociale di 600mila euro - riprende Cancarini - possa sviluppare rapidamente un volume d’affari nell’ordine di qualche decina di milioni. La carta revolving rappresenta uno strumento attraverso cui i clienti possono usufruire velocemente di un credito di spesa e che, al tempo stesso, può concretizzare un rapido ritorno dall’indebitamento». Permettendo di rimborsare le spese senza l’obbligo di una rata fissa mensile, come nel caso dei prestiti personali, ma attraverso un importo minimo di norma non superiore al 5% del fido accordato. E man mano che il debito si ripiana, viene ricostruita la disponibilità per ulteriori acquisti. «È vero - afferma Cancarini - che l’indebitamento degli italiani sta aumentando, ma non rappresenta comunque una situazione patologica. E l’uso sempre più diffuso delle carte revolving è lo specchio di una clientela più evoluta».