E ora l’opposizione vuole sfiduciare il ministro

PompeiSul crollo della Domus dei gladiatori a Pompei, il ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi, riferirà alla Camera. «Sulla base della richiesta del Pd di riferire al Parlamento, domani mi presenterò alla Camera dei deputati per spiegare cio’ che è accaduto a Pompei e quello che è necessario fare nel futuro, con serietà e senza scaricare la responsabilità su nessuno». Non è da escludere che, dopo l’intervento in aula di Bondi, il Pd o altri settori del centrosinistra presentino una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Ma, in attesa delle spiegazioni del Ministro e delle decisioni che verranno prese a Montecitorio, infuriano le polemiche sullo sbriciolamento della Schola Armaturarum Juventutis Pompeianae. Dopo il grido «vergogna» del Presidente della Repubblica, da tre giorni il centrosinistra continua a chiedere le dimissioni del ministro Bondi. Anche il «fedele» alleato di governo di Fli, chiede a gran voce la sua «testa». L’ultrà finiano, Fabio Granata, vice presidente della Commissione antimafia, ieri ha nuovamente «chiesto le immediate dimissioni del ministro dei Beni culturali». L’alleato ha poi spiegato che «dopo aver sentito le sue parole e le sue giustificazioni, dopo anni di commissariamento di Pompei, si è rafforzata negli italiani l’idea di una sua totale inadeguatezza nella gestione del più grande patrimonio culturale del mondo». Dura anche la Cgil con il Dipartimento ambiente e territorio. «Il crollo della Domus dei Gladiatori a Pompei è l’ennesimo episodio di cattiva politica di questo governo, frutto di una gestione puramente emergenziale. Pensare che davanti a questi disastri non vi siano responsabili, come affermato dal ministro Bondi è una provocazione irresponsabile». L'ex parlamentare comunista Oliviero Diliberto, segretario del Pdci ha sostenuto che «il crollo della Domus dei Gladiatori provoca un forte senso di vergogna agli occhi del mondo».
Dalla parte del Ministro ai Beni culturali il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro. «Pompei due anni fa era al disastro. Non si possono addossare a Bondi responsabilità, dopo averlo linciato per aver deciso due anni fa provvedimenti di estrema urgenza, tra cui la nomina di un commissario straordinario». Rispondendo alle accuse rivolte a Bondi, da Rutelli e Veltroni, Giro ha ricordato che «si sono avvicendati al ministero della cultura e facendoci trovare il Foro romano in stato pietoso». Un piano di intervento straordinario per Pompei sarà oggi discusso dal Ministro Bondi con esponenti della Regione Campania. L’incontro, che era già in calendario da tempo ma, dopo il crollo di sabato in via dell’Abbondanza è diventato prioritario non solo per quanto riguarda Pompei ma, per tutti i siti campani. Da quattro giorni è al lavoro la Procura di Torre Annunziata che sullo sbriciolamento della «casa» dei gladiatori ha aperto un fascicolo. L’indagine è stata affidata ai carabinieri di Pompei e del Nucleo tutela patrimonio artistico.
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