E ora l’uomo fa follie per scarpe e borse

Il prototipo più classico è bello, ricco, famoso. Cui bisogna aggiungere lussuoso, elegante, accessoriato. È lui l’uomo ideale uscito dalle passerelle degli stilisti più importanti. È lui che cuccherà sulle spiagge (della prossima primavera estate), ma anche in ufficio, donzelle affascinate dalle sue scarpe, dalle sue borse, dai suoi maglioni di cashmere, dai suoi abiti perfetti. Il macho rude non esiste più? Mah, forse non è nemmeno più di moda. Ora è supercurato, attento al dettaglio sia dell’abbigliamento che del suo fisico. Ha persino sdoganato la borsa con i manici (straordinaria quella di Fendi, portatutto con stile alla Lindbergh di Furla, da viaggiatore alla Kerouac di Hogan) che porta con gran disinvoltura. E si rimette il cappello, meglio se un Borsalino da 3mila euro a tiratura limitata (150 pezzi). Fa pazzie per le scarpe al pari delle donne. Mocassini a gogo. A cominciare da quelli sfoderati super leggeri di Fratelli Rossetti, di Car Shoe vestiti da sneaker, di Church’s che reinterpreta lo stile crociera degli anni ’20 o di Sergio Rossi che propone anche un polacchino di vernice e la scarpa sportiva in camoscio martellato.
Formale e classica invece (in pitone, cocco, anguilla e struzzo) è quella di Cesare Paciotti che si sdrammatizza in colori fluo. Con suola vertebrata che si curva come una schiena da Pirelli Pzero, d’argento da Roen, in coccodrillo, ma sono sandali, da Bally. Questo uomo così raffinato non può che indossare Filò la incredibile, e leggerissima, maglia di Malo realizzata in un unico filo di cashmere lungo quattro chilometri. Sempre di Malo è la k-way in abaca, nuova fibra vegetale. Il tocco in più? I gemelli. Fantastici i bruchi della serie «Animalier» di Vhernier.