E ora il lifting si fa in pausa pranzo

TENDENZA Alcuni istituti pubblicizzano interventi di meno di un’ora, senza necessità di ricovero

La voglia del «ritocco» è frenata dalla paura per bisturi, cicatrici e ricoveri in ospedale? Lo sanno bene i gestori dei centri di medicina estetica, che hanno una strategia di marketing tutta nuova. C’è persino chi pubblicizza la «liposcultura della pausa pranzo», una trovata per cavalcare la tendenza a farsi togliere centimetri di grasso da cosce e glutei in modo veloce e indolore.
L’offerta di questi trattamenti mini invasivi è sempre più vasta e i clienti sono in aumento costante, nonostante la crisi. Secondo i dati dell’American society of plastic surgeons (Asps), nel 2008 gli interventi di chirurgia plastica a scopo estetico sono aumentati negli Stati Uniti del 9%, mentre il 5% di persone in più rispetto all’anno precedente si è sottoposto alle iniezioni di botulino e ai trattamenti all’acido ialuronico. Per avere un’idea della diffusione del fenomeno in Italia, basta contare i tantissimi ambulatori nati negli ultimi anni. «Per gli interventi di bellezza non è più necessario il ricovero in ospedale - spiega Alberto Massirone, direttore della scuola superiore di medicina estetica Agorà di Milano - è sufficiente rivolgersi a un ambulatorio autorizzato, dove si rimane da un minimo di mezz’ora a un massimo di cinque ore». Non solo liposuzione, operazioni per aumentare il seno e blefaroplastica (chirurgia delle palpebre). «Sono gli interventi di medicina estetica ad andare per la maggiore - continua Massirone - scelti da chi non vuole sottoporsi ai ferri del chirurgo. Si tratta ad esempio del ringiovanimento della pelle del viso con microiniezioni di elementi rivitalizzanti, che ridanno tono ed elasticità, oppure del "microlane" della mammella, cioè le iniezioni di acido ialuronico che danno volume al seno senza bisogno del bisturi». I clienti dei centri di medicina estetica sono soprattutto donne, già intorno ai vent’anni. Ma gli uomini sono ormai il 20% del totale, anche se si decidono solo verso i 50 anni. I prezzi vanno dai 100-150 euro per i peeling e la radiofrequenza, fino ai 350 euro per le iniezioni di botulino e ai duemila euro per la liposuzione. Niente ospedale non significa però meno sicurezza per la salute. «I centri devono essere autorizzati dall’Asl - sottolinea lo specialista - i trattamenti vengono eseguiti sempre da medici o sotto controllo medico e gli ambulatori sono direttamente collegati con l’ospedale più vicino per le emergenze». La Società italiana di medicina estetica (Sime), che riunisce circa 10mila professionisti, ha anche istituito il «bollino blu» per gli specialisti del settore e un numero di telefono dedicato (06-3217304), dove è possibile verificare se il medico trovato su Internet o sull’elenco ha frequentato la scuola postuniversitaria in Medicina estetica riservata ai laureati in medicina e chirurgia.
«I nostri clienti cercano la stessa professionalità che si trova in ospedale, ma allo stesso tempo scelgono trattamenti sempre meno invasivi e più veloci - spiega il responsabile di un centro specializzato milanese -. Per questo abbiamo proposto la cosiddetta liposcultura, o liposuzione, «della pausa pranzo». È l’ultima novità nel campo della medicina estetica: in gergo tecnico si chiama «cavitazione ultrasonica» e permette grazie a un’apparecchiatura all’avanguardia di ridurre il grasso di pancia, fianchi, cosce senza intervento chirurgico e senza iniezioni. Gli ultrasuoni a bassa frequenza producono delle «microbolle», che esplodono frammentando le masse grasse, poi eliminate dall’organismo. Il trattamento non è invasivo, dura circa 45 minuti e va ripetuto più volte». Per chi invece ha bisogno di un ritocco un po’ più incisivo, ma non vuole ricorrere alla liposuzione, che viene fatta in ospedale, i centri di medicina estetica possono effettuare una micro-liposcultura a freddo: utilizza delle cannule per aspirare il grasso, è quindi più invasiva della cavitazione, ma dura al massimo un’ora e mezzo.