E ora per Lumumba la libertà si avvicina

Contro di lui resta solo la parola di Amanda. Il pm pronto a "rivedere la sua posizione"

da Perugia

Per Patrick Lumumba l’aria sembra definitivamente cambiata ma i suoi legali prendono tempo, vogliono muoversi con i tempi giusti per chiedere la scarcerazione del musicista e pierre. Ma dopo gli sviluppi investigativi delle ultime ore, la prima mossa in favore di Lumumba potrebbe addirittura farla la Procura di Perugia. Da quel che trapela, infatti, i magistrati che indagano sull’omicidio di «Mez» Kercher si preparano a «rivedere» la posizione del congolese.
Del resto, osservano gli inquirenti, dai laboratori del Ris finora non è arrivata nessuna conferma della presenza di Patrick nella casa del delitto. Attualmente tutto il peso del pesante sospetto iniziale, essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio, grava esclusivamente sulle esitanti e controverse dichiarazioni di Amanda Knox, che potrebbe aver avuto tutto l’interesse a trovare un capro espiatorio. Tutto, insomma, si basa su quel «Patrick si è appartato con Meredith» e «confusamente mi ricordo che l’ha uccisa».
Troppo poco per tenere in cella una persona. soprattutto quando l’interessato fornisce un elenco di 16 testimoni che almeno in parte ne hanno confermato l’alibi, a partire dal professore svizzero che ha passato la serata al «Le Chic», il pub di Lumumba.
Dal punto di vista della Procura restano solo due scogli che appaiono tutt’altro che insormontabili: l’incidente probatorio sull’sms inviato da «Pat» a Meredith la sera del delitto e le analisi definitive sulle tracce latenti nella casa. o complesso. Le probabilità di colpi di scena sono poche. Ecco perché Giuseppe Sereni e Carlo Pacelli, gli avvocati di Lumumba, ostentano tranquillità: «Presenteremo istanza di scarcerazione solo quando avremo preso visione di tutti gli atti ma la procura può procedere autonomamente su questa strada e come difesa ne saremmo ben lieti».
Intanto ieri la moglie di Patrick, Alexandra Beata, una giovane polacca che l’altro giorno aveva lanciato un accorato appello per la scarcerazione del marito, è tornata a trovarlo al carcere perugino di Capanne e gli ha portato in visita il figlio: «È stato molto contento di rivederlo. Patrick è sereno e ringrazia tutti gli amici che ieri mattina sono scesi in piazza e hanno espresso solidarietà nei suoi confronti».