E ora la Procura spera nelle soffiate dei cittadini

Lauro: «Non è detto che le prove del Ris accusino Alberto. E comunque non c’è fretta di arrestarlo»

da Pavia

Quanto sono davvero vicini al colpevole gli inquirenti che indagano sul delitto di Garlasco? I Ris, affaccendati sulle prove di laboratorio, sembrano molto sicuri del fatto loro. Ma a sentire ciò che ha annunciato ieri il procuratore di Vigevano Alfonso Lauro sorgono parecchi dubbi: il magistrato sta pensando di istituire una sorta di numero verde per dare informazioni sull’omicidio di Chiara Poggi. «Se dovessero risultare inutili gli accertamenti del Ris, sto pensando tra me e me anche a un numero verde in cui in forma anonima chi sa possa chiamare», ha spiegato. Solo «pretattica» di un magistrato che non vuol scoprire le sue carte oppure davvero è l’ultima spiaggia di un’indagine in affanno? Lauro confida comunque che «entro 45 giorni (i tempi che si è preso il Ris per dare i risultati) si arrivi a un’indicazione precisa su chi è il colpevole», ma avverte: «Un processo in Corte d’assise richiede prove solide e non teorie».
Il procuratore ha anche messo le mani avanti sulla posizione dell’unico indagato. A chi gli ha fatto notare che da qualche giorno circola voce di un arresto annunciato per Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara il procuratore ha risposto: «È solo una previsione dei mass media. Noi procediamo in base alle prove e non in base alle teorie, perché non sta scritto da nessuna parte che le prove che andremo ad acquisire saranno contro Stasi: potrebbero essere contro chiunque».
E di fronte a frasi del genere sarebbe davvero clamoroso se scattassero le manette, anche perché il magistrato poi ha aggiunto frasi ancora più esplicite: «Se eventualmente fosse lui non abbiamo alcuna fretta di arrestarlo perché non c’è pericolo di fuga nè di inquinamento probatorio e pericolosità sociale».