E ora Prodi sconfessa i tre ministri in piazza Mastella: troppo tardi

Il premier: "Sono perplesso". Ma due giorni fa aveva dato il via libera. Il Pdci lo critica. E il leader Udeur: "Il governo può cadere sui Dico»"

Roma - Sta già calando la sera su Piazza Farnese quando Romano Prodi decide di esternare la propria «perplessità».
Proprio negli stessi istanti gli ignari ministri che han deciso di presenziare alla manifestazione per i diritti delle coppie omosessuali, indetta dall’Arcigay, stanno intervenendo dal palco: la ds Barbara Pollastrini, il verde Pecoraro Scanio, il rifondazionista Paolo Ferrero. Davanti a una folla variopinta e animata che sbeffeggia Giulio Andreotti, fischia vigorosamente il nome di Clemente Mastella e rumoreggia a ogni evocazione di papi e sottane cardinalizie. Prodi è a Bologna per il weekend, ben lontano dalla manifestazione pro-gay, ma evidentemene le polemiche che si stanno accendendo a Roma attorno al suo governo e dentro la sua maggioranza lo mettono in allarme. E allora il premier decide di prendere le distanze pubblicamente, sconfessando in extremis quegli esponenti del suo esecutivo che manifestano per difendere un suo provvedimento, ancorché sacrificato sull’altare della recente crisi. Gli stessi ministri cui appena due giorni fa era arrivato da Palazzo Chigi un tacito via libera: «Non sono manifestazioni contro il governo, ma a sostegno di un suo provvedimento», aveva fatto notare il portavoce dell’esecutivo Silvio Sircana. Dunque, «resta affidato alla sensibilità di ciascun ministro decidere se andare in piazza».
«Non ho mai nascosto la mia perplessità riguardo alla partecipazione dei ministri a queste manifestazioni», detta invece ora ai cronisti il Professore, perché sono eventi che «possono poi ricoprire significati diversi da quello da cui partono». In ogni caso, si augura, «speriamo che tutto vada tranquillamente».
Ma è già troppo tardi per evitare che le polemiche rimbalzino anche sulle responsabilità del premier, e a farlo notare a Prodi è proprio il fischiato Mastella, che ironizza sulla «tardiva» sconfessione dei ministri presenti a piazza Farnese. «E conoscendo Prodi - aggiunge il Guardasigilli - esprimerà le stesse perplessità quando io andrò al Family Day». Mastella ha quindi confermato la sua presenza alla manifestazione a favore della famiglia: «Non c’è alcun cambiamento di rotta - assicura - io ci andrò». Ma non nasconde il suo pessimismo sulla profonda spaccatura che minaccia il governo: «Ho sempre detto che il governo non sarebbe caduto sui Dico: oggi comincio ad avere le mie perplessità», confessa.
Anche la capogruppo del Pdci Manuela Palermi, dalla sponda opposta a quella mastelliana, se la prende con il Professore: «Spero davvero che venga smentita questa dichiarazione di Prodi, che si dice perplesso sulla manifestazione. È assolutamente sbagliata. Il governo dovrebbe invece essere orgoglioso di stare in piazza accanto a questa gente». Quanto ai ministri bacchettati, Pollastrini difende così la sua scelta: «Sarebbe stato strano se la ministra dei Diritti e delle Pari opportunità non fosse stata qui». E si dichiara pronta ad andare anche al fantomatico family day: «Non mi hanno invitata, ma se lo facessero andrei ad ascoltare, perché è importante farlo». E Pecoraro afferma: «È una manifestazione pacifica e non contro il governo, essere qui a sostegno di una proposta che allarga i diritti dei conviventi è una cosa di grande civiltà. Avevo il dovere di venire, piuttosto sono sorpreso per chi non c’è». Ferrero cela la sua irritazione per le parole del premier dietro un secco «no comment», ma dal palco dice: «Non capisco che problema ci sia nel fatto che i ministri siano qui». Il sottosegretario verde Paolo Cento conclude sconsolato: «La società civile è evidentemente più avanti della politica, e dello stesso centrosinistra».