E ora la Quercia vuole nascondere le intercettazioni

da Milano

I Ds contestano la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche che li riguardano nell’ambito della scalata di Unipol a Bnl. L’attacco parte da Roberto Cuillo, portavoce del segretario Piero Fassino: «Da diversi giorni Il Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi distribuisce ai suoi lettori intere pagine di presunte intercettazioni telefoniche inerenti colloqui tra il segretario dei Ds Piero Fassino e l’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte». Per Cuillo «è evidente che l’obiettivo è colpire i Ds e il suo segretario con polveroni scandalistici, aggressione tanto più grave perché perseguita con la pubblicazione illegale di conversazioni di un parlamentare. Non possiamo che denunciare con vigore la campagna di veleni con cui il principale quotidiano della destra cerca di intorbidare la vita politica del paese. Ci chiediamo se la presidenza della Camera dei deputati, l’Authority sulla Privacy e la stessa magistratura non abbiano nulla da dire». Il responsabile Giustizia Massimo Brutti parla di «una miserevole strumentalizzazione politica».
Risponde il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini: «La presidenza della Camera - recita un comunicato ufficiale - ha sempre difeso, senza bisogno di sollecitazioni, le prerogative dei deputati a fronte di violazioni dei loro diritti costituzionali. Sin dalle prime pubblicazioni, nell’agosto scorso, di contenuti di conversazioni telefoniche relative alla vicenda Unipol alle quali risultavano aver preso parte parlamentari, tra cui l’onorevole Fassino, ha tempestivamente chiesto chiarimenti alla competente Autorità giudiziaria. La risposta dell’Autorità giudiziaria è stata trasmessa alla Giunta per le autorizzazioni che non ritenne, allo stato, sussistere rilevanza ai sensi dell’articolo 68 della Costituzione (immunità parlamentare, ndr)». «Se il presidente della Camera ci chiederà un intervento siamo pronti» ha detto il presidente della Giunta Siniscalchi.
Per il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi «se è giusto il richiamo al divieto di pubblicare intercettazioni telefoniche e atti giudiziari, che non mi risulta il segretario dei Ds abbia mai sostenuto a favore di esponenti di altri partiti politici coinvolti in vicende assai meno gravi, appare almeno pretestuoso l’attacco rivolto al Giornale». «Chi è causa del suo mal pianga se stesso», chiosa il vicecoordinatore Fabrizio Cicchitto. «Le accuse rivolte da Cuillo alle scelte editoriali del Giornale ci sembrano fuori luogo e ingiuste», dice Francesco Giro, consigliere politico di Bondi. «Il direttore Belpietro si è sempre distinto per le sue battaglie che ha condotto a viso aperto e senza fare sconti neppure al centrodestra, al quale ha dato spesso filo da torcere».