E ora Santoro fa il martire con le bombe degli altri

L’inviato di La7 Sortino accusa: "L’attentato ai ripetitori? Non era diretto a Servizio pubblico". E l’ex Annozero querela

Santoro è come lo spread. Finché governa Berlusconi, tutti ne parlano: lo spread di qui, Santoro di là... hai visto che differenziale, hai sentito che share... Quando Berlusconi non governa più, escono di scena. Lo spread sparisce dalle prime pagine dei giornali, e Santoro torna a percentuali a una cifra. Il Cavaliere si è dimesso da una settimana e il Conduttore Unico è già stato sfiduciato dal pubblico. La puntata dell’altro ieri del suo Servizio Pubblico, in onda su un network di reti tv regionali e su alcuni portali web, ha registrato il 9,7% di share con meno di 2 milioni e 400mila spettatori.

Forse perché il tema della serata era «La democrazia», argomento scivoloso per uno che è convinto che la verità è solo la sua. Comunque, rispetto alla puntata del debutto, due settimane fa, ha perso 2,6 punti di share e quasi mezzo milione di spettatori.
Uno show in calo, con sobrietà, ma in calo. Sull’Italia soffia un’aria nuova, eppure la trasmissione di Santoro sembra vecchissima. Persino Piazzapulita, del suo vecchio compagno Corrado Formigli, sembra molto più spread. Più sprint.

Eppure Santoro le ha provate tutte. Giovedì mattina, il giorno stesso della trasmissione, lo staff di Servizio Pubblico aveva gridato a un «attentato» contro i ripetitori di RTTR, la tv che trasmette il programma in Trentino (così come una settimana fa aveva denunciato il furto di due trasmettitori di Telelombardia). In realtà - si è scoperto ieri - non c’è stato alcun boicottaggio. Nessun attacco alla libertà di stampa. Semmai una “trovata” per lanciare il programma, per farsi pubblicità, insomma... Non solo. Effetto di un cortocircuito mediatico-concorrenziale particolarmente curioso, a smascherare la bufala è stato Alessandro Sortino, già inchiestista-guastatore de Le Iene e oggi inviato proprio del talkshow rivale Piazzapulita. Secondo la ricostruzione fatta dal sito di GQ, ieri Sortino - nei confronti dei quali Michele Santoro ha già minacciato querela - ha rivelato che i carabinieri fin da subito hanno attribuito l’attentato agli anarco-insurrezionalisti, che volevano manifestare solidarietà agli arrestati negli scontri di Roma del 15 ottobre. E quindi cosa c’entra Santoro?

Nulla, appunto. Eppure, continua Sortino, l’Ansa il giorno stesso della trasmissione ha battuto un’agenzia sul «nuovo attacco contro il circuito di emittenti che trasmette Servizio Pubblico», mentre la stessa redazione di Santoro faceva notare che «La scelta delle due emittenti danneggiate non sembra affatto casuale», paventando un attentato alla libertà di stampa... Da lì a poco, però, facendo sprofondare la tragedia in una farsa, l’Ansa si affrettava a precisare che la trasmissione di Santoro sarebbe andata regolarmente in onda, perché il trasmettitore danneggiato serviva il canale di Radio Maria...  Fino alla smentita finale da parte della stessa emittente trentina, che ha fatto ulteriormente precipitare la farsa nel grottesco: «Il nostro ripetitore è indenne».

Nessun attentato, nessun trasmettitore danneggiato, nessuna voce messa a tacere. Tutto inventato. Commento di Sortino, che si è ricordato di essere sempre una Iena: «La falsa notizia è servita a fare pubblicità a Servizio Pubblico a scapito dei concorrenti. Ma chi è l’autore di questo attentato pubblicitario? E come verrà raccontata domani sui giornali?».

Come è cambiata l’Italia in due settimane. Una volta era Emilio Fede che gridava: «Attentato!».