E ora Santoro ha fretta di tornare sullo schermo

In vista un programma in seconda serata. Petruccioli: «Al 95% il contratto è pronto»

da Roma

«Sono a Strasburgo alla prima sessione utile del Parlamento per formalizzare le mie dimissioni da deputato europeo». Michele Santoro stringe i tempi, torna per l’ultima volta in quell’assemblea che così ben poco appeal ha esercitato su di lui e spinge sull’acceleratore delle procedure per tornare in video il più presto possibile. «Mi è stato detto - spiega - che il verbale dovrà essere sottoposto alla valutazione della commissione Giuridica presieduta da Giuseppe Gargani. Ho, comunque, chiesto di accorciare i tempi tecnici per comunicare la decisione il 16 novembre».
Lo sprint di Santoro per tornare a posizionarsi davanti alle «sue» telecamere è insomma iniziato. E procede di pari passo con il lavoro che Claudio Petruccioli sta portando avanti per assicurare un programma al creatore di Samarcanda già nella prima metà del 2006. È ovvio che su questo punto sarà necessario anche l’assenso del centrodestra. Ma non sembra che, da parte della maggioranza, ci sia l’intenzione di sollevare barricate, anche perché le sentenze del Tribunale di Roma non lasciano moltà libertà di manovra. Secondo un’indiscrezione riportata da Il Tempo il consigliere Nino Rizzo Nervo avrebbe già pronta una bozza di proposta. Il quotidiano romano riporta tre scenari: una trasmissione che proponga alcuni speciali sui grandi personaggi del ’900, uno show «anti-Matrix» o una serie di inchieste in seconda serata. Delle tre l’ipotesi più probabile è l’ultima, ovvero la ripresa di una trasmissione modello Sciuscià con una collocazione in seconda serata su Raitre, da mandare in onda non appena terminerà il ciclo autunnale di Report.
Per il momento sia il conduttore sia il centrosinistra cercano di tenere bassi i toni e adottare una prospettiva prudente. E Claudio Petruccioli, che sta seguendo la vicenda in prima persona, si fa quasi garante della condotta dell’ex parlamentare diessino. «Santoro non pensa a una ripetizione automatica dei suoi programmi del passato, immagina di dedicarsi all’approfondimento giornalistico e politico ma con un’impronta diversa. Un’ipotesi di contratto è pronta al 95%. Ma io voglio portare la cosa in consiglio quando sarò certo che ci siano le condizioni perché passi».
Se a Roma si naviga in acque apparentemente tranquille, a Strasburgo scatta, però, una protesta contro la presenza in aula di Santoro. Durante la seduta i parlamentari di An interrompono i lavori esponendo uno striscione con la scritta: «Santoro se n’è andato - nessuno se n’è accorto». Un’iniziativa orchestrata da Romano La Russa e sposata dall’intera delegazione che sfocia in una interrogazione al presidente del Parlamento europeo «per chiarire l’insolita e stravagante posizione di Santoro, onorevole a tutti gli effetti o dimissionario con diritto di voto?».