E ora Sarkozy fa mea culpa sui primi due anni da «arrogante»

E dopo i sondaggi negativi, la depressione pre-elettorale, le smentite, ecco il mea culpa. Perché l’arrogante non è più Sarkozy, ora: no, il presidente adesso si prende le sue responsabilità, analizza i suoi errori, forza la sua stessa indole e fa una severa autocritica. Invece l’arrogante sarebbe Hollande, il candidato socialista considerato «grigio» ma che oggi è lanciatissimo e pure un po’ troppo sicuro di sé. Così, in attesa delle elezioni di primavera, Sarkò cambia strategia. E dopo aver ammesso di poter perdere (con conseguente ritiro dalla politica), a distanza di pochi giorni Sarkozy si mostra umile, saggio e misurato.
Le confessioni, secondo Le Monde, sono arrivate durante un viaggio in Guyana la settimana scorsa, mentre il presidente era sprofondato in un divano a chiacchierare nella residenza del Prefetto. Tutti ricordano il presidente neoeletto nel 2007, la festa al ristorante sugli Champs-Elysees, con gli amici miliardari; la (poi ex) moglie Cecilia, le vacanze sugli yacht, il Rolex, i Ray-Ban. Un’immagine che i francesi non amano, che ha irritato gli avversari e messo in imbarazzo i sostenitori. Senza contare il suo carattere impulsivo. Se non ci fossero stati quei primi due anni di presidenza, secondo i suoi consiglieri Sarkò sarebbe stato rieletto «in carrozza». E invece adesso si trova a rincorrere Hollande. Sarkozy deve dimostrare di essere cambiato, di essere diventato «più saggio», come ripete la moglie Carla Bruni: «Non sono l’uomo che credete» ha detto al gruppetto di inviati in Guyana.
E poi ha aggiunto, riflessivo: «Quello che mi affascina in tutti i grandi personaggi della storia è dove hanno fallito. Dai successi non si impara nulla. Ho sempre pensato di essere il primo responsabile dei miei errori, il solo modo di accettare l’età che avanza è di essere migliori, riconoscere gli errori. È fondamentale saper fare auto-analisi».