E ora il test psichiatrico

Chi se ne frega del test antidroga, dell’esame del capello, della prova della saliva, della puzza dei piedi: è una sfilata buffonesca, un antidoping per i brocchi, non è che dobbiamo prefigurarci un Parlamento che la notte folleggi e l’indomani mandi gli alpini a riprendersi l’Istria. Dovremmo sottoporli a ben altri test, se si trattasse di verificarne seriamente l’equilibrio e la salubrità mentale: tipo il classico MMPI, acronimo di Minnesota Multiphasic Personality Inventory, uno dei più diffusi test di personalità utilizzati per lo screening clinico e psichiatrico: permette di identificare seri problemi di personalità e viene affrontato per esempio dai candidati alla carriera militare, ma anche le eventuali psicopatie e psicastenie e schizofrenie del legislatore andrebbero forse individuate. Oppure c’è il WAIS, il Wechsler adult intelligence scale già conosciuto come test d’intelligenza: permette di valutare la capacità di analisi della realtà. Male che vada c’è il solito test di Rorschach, quello delle macchie, strumento che permette di delineare nodi problematici: del resto paranoia, narcisismo, megalomania e talvolta cleptomania sono dei tratti che in una carriera politica assomigliano dannatamente a dei requisiti. Sotto col test.