E ora ventotto giorni di passione

Era vitale che la Sampdoria con l'acqua alla gola mettesse sotto il Lecce. Ce l'ha fatta. Sospirone di sollievo. Però alla lunga si è sofferto troppo, considerato l'ottimo primo tempo disputato, impreziosito dall'iniziale doppio perentorio vantaggio firmato dalla capoccia di Delvecchio e dal pollice d'artista di Cassano. Ma allora vi dico: meglio così. Non è un paradosso. Meglio che si sia sofferto sennò questi, che avevano sommato solo 7 gol in 10 partite, avendone segnati 3 in un'unica tenzone si sarebbero magari montati la testa, rischiando di sovrastimarsi.
Avete presente il tour de force che attende da qui a Natale questa Sampdoria dalla coperta corta? Ventotto giorni di fuoco e di passione. Leggete con attenzione. Catania e Stoccarda (coppa Uefa) a Marassi, Cagliari e Standard Liegi (coppa Uefa) in trasferta, derby col Genoa, trasferta a Reggio Calabria, Siviglia (coppa Uefa) e Fiorentina a Marassi: 8 sfide una più dura dell'altra, distanziate di 3-4 giorni!
Sarebbe durissima per Inter, Milan, Juventus, figuratevi un po' per questa Sampdoria che ancora deve recuperare il fondamentale Palombo, che chissà quando recupererà il lungodegente Campagnaro, che chissà quando e quanto potrà contare sul reduce Bottinelli, che ha beffardamente perso per qualche tempo Padalino proprio quando si era finalmente proposto quale degno erede di Maggio, che ha solo l'arrancante Bonazzoli (non si accosti quella piuma di Fornaroli alla nostra serie A!) alle spalle dell'ammirevole Bellucci che fatalmente stenta a ritrovare la forma migliore.
Capito perché dico che, rimesso fortunatamente un po' d'ordine nella classifica del campionato, ci sarà da remare con estrema umiltà - Cassano per tutti, tutti per Cassano - a cominciare dal delicatissimo match col Catania dei miracoli?
Umiltà: il tuo nome non è Gasperini, toh. Il brillante tecnico del Genoa, per certo uno dei migliori del campionato, che spesso fa giocare al Grifone il calcio più sciolto del campionato, nell'anticipo in casa Juve si è lasciato un po' andare. Pazienza per Potenza inizialmente al posto del ben più tosto Sokratis, ma perché il leggiadro Gasbarroni anziché l'inamovibile Sculli tutta polpa proprio nella tana della Signora più muscolosa e cattiva del campionato? Per ripetere Udine? Beh, c'è bianconero e bianconero: tanto per dire, la Juve lotterà fino alla fine per lo scudetto, l'Udinese no.
Essendo peraltro il match di Torino uno di quelli da poter pure perdere con serenità, preso atto che non si è stati precisamente favoriti da tale Griselli inadeguato assistente dell'arbitro Rocchi che ha sbandierato fuorigioco fasulli a Milito (gol non concesso) e Gasbarroni, si può senz'altro archiviare il tutto come un veniale peccato di vanità, consolandosi con un primo tempo che ha comunque fatto registrare non poche giocate da Grifone (vedi naturalmente alla voce: Milito) rampante.
Ora io non credo che il Genoa - che vedo da Uefa - possa ambire alla Champion's League, ma insomma visto che Napoli, Lazio, Udinese, Fiorentina e Palermo hanno successivamente giocato pro Grifo, sarebbe il caso di badare almeno a non perdere in casa di una Lazio scottata dalla disperazione della Roma.