E ora Vieri colleziona giravolte

Fino all’altro ieri, il Bobone con le «stelle» più che ballare ha sgomitato, scalciato e bofonchiato sotto gli occhi di milioni di persone. Mentre con le stelline (beato lui) ha fatto dell’altro in separata sede. E ora che ha smesso «gli scarpini», come direbbero aulicamente Nesti o Cerqueti, gli tocca mettere scarpe lucide e poco da macho per fare il ballerino. Il suo habitat, tuttavia, è sempre quello: da una parte le stelle e dall’altra le stelline. Da una parte Gianni Rivera (chi più stella di lui, calcisticamente parlando?) e dall’altra tanta gnocca: il Diavolo purificato dall’acqua santa dell’estetica pallonara e l’estetica muliebre che induce al peccato.
Insomma, Christian Vieri è uno che cade in piedi. La butterà dentro anche stavolta, c’è da scommetterci. Magari senza grazia, con irruenza e in modo apparentemente casuale, come quando faceva gol a grappoli sui campi di mezzo mondo, ma la butterà dentro, ed è questo che conta. Tango o rumba, cha cha cha o walzer? A fronte di 300mila euro, fa lo stesso, basta muovere le proprie chiappe agguantando quelle della partner. E poi i riconoscimenti della critica gli hanno sempre fatto né caldo né freddo. Non è mai stato tipo da Pallone d’Oro, volete che si metta a fare il verso a Roberto Bolle o a Kledi Kadiu? Se pretendete da lui la melensa galanteria di un Emanuele Filiberto o gli ammiccamenti da toy boy stagionato di un Ivan Zazzaroni siete fuori strada.
Bobone andrà al sodo, facilitato nel compito dalla carne soda di Natalia Titova. Sarà lei, dall’alto della sua professionalità, a guidare l’attacco, mentre il Nostro dovrà adeguarsi al ruolo inedito di seconda punta. Certo, occorrerà una ritoccatina al peso-forma, limare gli 85 e più chili facendo finta di essere tornato in ritiro pre-campionato. Però al posto del truce Marcello Lippi a condurre le danze sarà la soave Milly Carlucci, e dov’era il belluino Marco Materazzi ecco la materna Carolyn Smith in giuria. Un bel salto di qualità. Certo, invece degli scalmanati in curva ci saranno compassati spettatori, e invece di un gol la gente si aspetterà un paso doble, peraltro neppure lontano parente del doppio passo in stile Robinho, per intenderci, del tutto estraneo al repertorio dell’ariete giramondo. Però passare dallo spogliatoio dove si urlano le peggiori cose al camerino dove si ripassano prese e giravolte può anche cambiarti la vita. O almeno ingentilirla un po’.
Ma siamo certi che alla fine l’«orso» Bobone (così si definisce), una volta spentesi le luci della ribalta televisiva e riposte le scarpe di vernice e gettate alle ortiche le camicie inamidate resterà fedele a se stesso. Difficilmente si metterà a leggere le biografie di Rudolf Nureiev e di Carlos Gardel. Continuerà a sfogliare distrattamente la Gazza, e al Lago dei cigni preferirà il mare di Ibiza. Notoriamente affollato di stelle e stelline.