E organi, trombe e spartiti entrano in museo

Nel Frusinate è nata la prima esposizione dedicata alla tradizione dei musicanti

da Sgurgola (Frosinone)

In un Paese che nell’immaginario collettivo mondiale è legato a doppio filo alla musica, mancava un museo che celebrasse i fasti di chi la pratica in piazza, camminando dietro le statue dei santi o facendo da colonna sonora alle feste di paese.
Ed è forse per chiarire che le formazioni bandistiche non soffrono di complessi di inferiorità nei confronti della «musica alta» che il museo delle Bande musicali di Sgurgola (in provincia di Frosinone), nel 2005, è stato inaugurato il 22 novembre, giorno in cui si celebra la festa di santa Cecilia, patrona della musica.
Tre sale di esposizione, una dedicata a conferenze e concerti, ospitate nelle costruzioni in pietra che abbracciano la medievale Torre della Mola Colonna, simbolo di Sgurgola, che con i suoi quasi 18 metri d’altezza è tornata a svettare accanto al fiume Sacco dopo essere stata recuperata dal degrado in cui era ormai abbandonata, dopo aver fatto da mulino e persino, in tempi più recenti, da centrale elettrica.
Sono duecentocinquanta le formazioni bandistiche che hanno voluto contribuire all’esposizione, con strumenti rari ma spesso ancora funzionanti, ottini e organi, spartiti e pubblicazioni, divise coloratissime, provenienti da tutte le regioni italiane. Una mostra permanente che è unica in Italia e «forse in Europa», come aggiunge orgoglioso il maestro Antonio Corsi. Lui e la banda musicale «Città di Sgurgola» curano le attività del museo, aperto tutti i fine settimana dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18, e disponibile ad accogliere gruppi e scuole su prenotazione. Nel 2007 è stato visitato da 1.300 persone, una media di oltre 100 visitatori per giorno di apertura.
Il museo è a Sgurgola scalo, a pochi chilometri dall’uscita di Anagni dell’A1, lungo la via Casilina. Ha un sito internet per «curiosare» a distanza o raccogliere informazioni per programmare una visita: www.museobandemusicali.org.