E Pairetto disse a Facchetti: «Ti ho fatto mettere Meier»

Spunta per la prima volta l’Inter. L’ex designatore avvisa di aver scelto un arbitro adatto in Champions. Poi chiede due tessere

da Milano

Spunta la prima intercettazione legata all’Inter. È un colloquio telefonico tra il presidente nerazzurro Giacinto Facchetti e Pierluigi Pairetto. L’ex designatore arbitrale parla come componente della commissione arbitrale Uefa e l’argomento è la designazione di alcuni arbitri per le partite di Champions League. Quando Pairetto chiama Facchetti è il 15 settembre 2004. Seguirà un secondo colloquio, il giorno dopo. Al centro delle telefonate ci sono valutazioni sugli arbitri di Champions (l’Inter era in un girone con il Valencia, il Werder Brema e l’Anderlecht) e alcune tessere dell’Inter per Pairetto.
L’intercettazione è nel fascicolo aperto dalla procura di Torino per frode sportiva e poi archiviato dai giudici. Così nell’inchiesta torinese che ha dato il via allo scandalo non era il solo Moggi ad avere rapporti con i designatori arbitrali. Il contenuto dell’intercettazione di Facchetti non ha lo stesso tenore di quelle del direttore generale bianconero che suggeriva - quasi pretendeva - le designazioni. Nel colloquio del dirigente nerazzurro, invece, è Pairetto a comunicare a Facchetti chi è stato scelto: «Ho fatto mettere Meier». Si riferisce all’arbitro che dirigerà la partita con il Valencia. Pairetto però non è certo e allora vuole richiamare Facchetti in un secondo momento. Però aggiunge: «... avevo fatto mettere Meier appunto perché è un arbitro molto...». Facchetti lo interrompe: «Sì perché lì a Valencia». Allora Pairetto riprende il discorso: «... affidabile, no no a Valencia è un ambientino... bello tosto, anche se ieri è stato un buon risultato, lui è stato bravo». La telefonata si dilunga, poi si cambia argomento. È Pairetto a farlo: «Per le tessere invece le hai già...». Facchetti replica: «Sì le tessere sono, guarda abbiamo... pensa che ieri hanno consegnato». Dopo altre battute Facchetti dice: «Mi sai dire il nome di chi viene a ritirarle». E Pairetto dice: «Te lo faccio sapere di chi viene a prenderle».
È la prima volta che un dirigente nerazzurro entra nello scandalo intercettazioni. Qualche giorno fa sull’argomento, il presidente Moratti aveva detto: «È una situazione scioccante, e naturalmente lo sarà per tutti quelli che nel calcio partecipano generosamente e soprattutto intendo il pubblico. Spero che ci sia molto meno di quello che sembra in questo momento, questa è la speranza vera. Dare un giudizio non è simpatico nè giusto in questo momento. Il sentimento di qualche cosa che non funzionasse bene c'era, poi che fosse una situazione così sempre più marcia magari no. A me fa impressione». L'Inter era fino a quel momento una delle poche squadre non coinvolte nello scandalo, ma questo non consolava il patron nerazzurro. «Non fa certo piacere, e non la vedo come una rivincita. Non è una situazione che dia soddisfazione, è una situazione che segui con molto fastidio e dispiacere nei confronti di alcune persone, ma soprattutto con fastidio. Perché in questo ambiente conosco queste persone e mi dispiace siano in questa situazione per debolezza o per calcolo, ma dispiace siano coinvolte e poi vedremo se lo sono».