E al Palasharp anche Vecchioni fa la festa a Bersani

C’è poco da festeggiare. Suonano persino ironici i poster con lo slogan «Da Milano avanti tutta» piazzati all’ingresso del Palasharp che da domani al 19 settembre ospita per la quarta (e ultima) volta la kermesse del Pd. Non bastano a nascondere l’imbarazzo dei colonnelli del partito che continuano a ripetere, come il segretario provinciale Roberto Cornelli, che «facciamo una festa perchè abbiamo vinto le elezioni» e «vogliamo affrontare i temi per poter governare al meglio al fianco del sindaco Pisapia e far partire da qui una spinta nazionale». Ma a Milano il centrosinistra e Pierluigi Bersani sono nell’occhio del ciclone per l’inchiesta-tangenti che ha travolto Filippo Penati. Ex presidente della Provincia e braccio destro del segretario Pd. «La nostra impressione è che non ci sia una base disgustata - premette Cornelli - ma che ci sia la voglia di capire cosa è successo in quelle vicende che non riguardano il Pd ma alcuni esponenti, uno in particolare». Sarà. Se la base abbia digerito il caso Penati qualcosa diranno gli umori e le presenze (o assenze) al Palasharp. E l’accoglienza ai big. Intanto han già fatto la festa a Bersani: il suo dibattito va in onda il 17 settembre, alla stessa ora del concerto clou di Roberto Vecchioni. Interverrà due volte alla kermesse anche il 31enne assessore ai Trasporti Piefrancesco Maran, finito nel mirino per il ruolo di peso nella giunta Pisapia e la vicinanza politica a Penati. «Illazioni senza senso» le ha definite Cornelli. Che ieri alle 21 ha aperto la direzione provinciale del Pd riunita alla Casa della cultura. La base non è disgustata, ma «pretende chiarezza». E dunque invita Penati ad un «gesto politico» la «rinuncia alla prescrizione» se si dovesse andare avanti con un rinvio a giudizio. La risposta arriva dallo stesso Penati con una lettera: «Non mi nasconderò dietro alla prescrizione, intendo ristabilire il mio onore e non certo evitare il processo». Ribatte Cornelli: «Era legittimo da parte nostra chiedere quello che ci stanno chiedendo i nostri elettori: non di condannare Penati, ma di fare in modo che non ci siano ombre. E su questo ha risposto». Mentre «in questa fase non c’è motivo di chiedergli le dimissioni da consigliere regionale» afferma Cornelli. Anche se una fetta del partito, a partire dal deputato Emanuele Fiano, preme per «un passo indietro anche al Pirellone».
Ultima festa al Palasharp che sarà smantellato, il Pd chiederà alla giunta Pisapia «aree attrezzate per le kermesse come la nostra», ma nel 2012 punta a piazza del Cannone e Arena. I big sul palco: Enrico Letta (il 2 settembre), Rosy Bindi (il 10), Massimo D’Alema che discuterà di Expo con Stefano Boeri (il 12), Walter Veltroni (il 15), Piero Fassino (il 16), Dario Franceschini il 19. Il sindaco Giuliano Pisapia fa il bis: sabato alle 18 incontra i supporter del Pd con Cornelli, la capogruppo in Comune Carmela Rozza e Concita De Gregorio e ritorna il 15 per la presentazione del libro «Quando hanno aperto la cella» di Mancone e Calderone. A un dibattito sul ruolo delle donne con la segretaria Cgil Camusso ci sarà invece lady Pisapia, la giornalista Cinzia Sasso. Nessun esponente di peso di Pdl e Lega, salvo l’assessore provinciale Altitonante e il deputato Pecorella. Presenti Savino Pezzotta e Enrico Marcora dell’Udc. Ventitremila metri quadri di stand, 10 ristoranti, sul palco Almamegretta, Nomadi, Finardi, Le Orme. Canta che ti passa.