E a palazzo va in onda il Cavaliere-show

L'umore è evidentemente dei migliori se l'approccio di Berlusconi al G20 di Londra è uno dei più scoppiettanti degli ultimi tempi. Con l'obiettivo dichiarato di «creare rapporti personali veri», perché «come nella vita» anche nella diplomazia «tutto diventa più facile» con un'interazione più diretta e confidenziale. Con qualche incidente di percorso, certo, se la regina Elisabetta non sembra gradire l'enfasi con cui il premier si rivolge al presidente americano durante la foto opportunity di mercoledì, ma anche con buoni risultati se l'immagine di questo G20 resta la foto scattata ieri con Berlusconi in mezzo a Obama e Medvedev.

Il primo atto va in scena a Buckingham Palace. «Mister Obama, mister Obama», chiama a gran voce il Cavaliere concluse le foto. L'inquilino della Casa Bianca si gira e il premier è rapidissimo: «I'm mister Berlusconi». Seguono risate divertite, anche se Elisabetta non sembra gradire lo strappo alla rigidissima etichetta reale. «Ma chi è?», dice voltandosi e allargando le braccia.

Il secondo atto, invece, è di ieri. Quando i venti grandi si sottopongono all'ennesima foto di gruppo, infatti, tra Obama e Medvedev si scorge la testa del Cavaliere. Che dopo pochi secondi li invita a parole e a gesti a farsi qualche scatto insieme. Berlusconi con le mani sulle spalle di entrambi, Obama con il pollice alzato e Medvedev che saluta diventa in pochi minuti la foto ufficiale del summit londinese. Finisce sui maggiori siti italiani e a stretto giro è sull'home page della Bbc prima e della Cnn dopo.

Ed è forse sull'onda del buon umore che anche nella conferenza stampa finale il premier non lesina gag e battute. Prima invita ridendo Paolo Bonaiuti a «non disturbare» e poi dà la parola a Giulio Tremonti annunciando che avrebbe «sicuramente detto qualcosa di geniale». «Niente di geniale, cose banali - chiosa più tardi - visto che ha solo ripetuto meglio quanto avevo già detto io». I due ingaggiano poi un piccolo «duello» tra le risate dei cronisti. Di solito, dice il titolare dell'Economia, ai vertici internazionali «il lavoro viene fatto dagli sherpa a cui si aggiunge un intermedio di lavoro dei ministri». Questa volta però «è stato l'opposto» perché «i ministri non hanno fatto niente» e «i capi di Stato e di governo hanno fatto tutto». «Ogni tanto - ironizza - si applaudivano». Berlusconi coglie la palla al balzo e replica: «I ministri in compenso stavano al cesso».

Poi il confronto con due giornalisti. Berlusconi cita Gigi Proietti e si rivolge al primo definendolo «acchiapponico», subito si sparge la voce che avrebbe usato lo stesso termine anche per Obama, ma Palazzo Chigi smentisce categoricamente. Poi, l'uno due con un'inviata della Rai. Che riprende ridendo perché gli rivolge la domanda con due microfoni. «Questa - scherza il premier - è una denigrazione della televisione di Stato, pagata con i soldi dei contribuenti, perché lei suppone che i microfoni messi a sua disposizione abbiano una forte percentuale di rottura». Alla fine l'affondo, sempre sul filo dell'ironia. «E tu cosa scrivi? Guarda - dice alla stessa giornalista facendo il verso alla polemica lanciata mercoledì da Dario Franceschini - che a casa mia ci sono le riunioni per la Rai, stai attenta».