E Palenzona lascia l’Aiscat in polemica con Roma

Il presidente dimissionario: «Nazionalizzazione strisciante di settori già liberalizzati»

da Milano

Fabrizio Palenzona si è dimesso da presidente dell’Aiscat. In una nota Palenzona «prende atto della decisione del governo di intervenire in modo unilaterale, senza alcun confronto con l’associazione confindustriale che rappresenta tutte le società concessionarie delle autostrade nazionali, sul tema delle concessioni». Quindi, prosegue la nota, «venendo meno la possibilità di un confronto costruttivo con il governo, e dunque le condizioni per la prosecuzione del rapporto finalizzato all’interesse del Paese, il presidente ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni dall’Aiscat». L’emendamento presentato al ddl 1750 da Palazzo Chigi - secondo i vertici Aiscat, «non risolve le problematiche emerse nell’ambito della Commissione europea. Anzi, provocherà inutili perdite al sistema e l’allontanamento degli investitori stranieri dall’Italia». Poi Palenzona ha aggiunto: «Il governo sta di fatto attuando una «nazionalizzazione strisciante di settori già liberalizzati»
Numerose le reazioni, tra cui quella del ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro: «Mi dispiace. Ho stima e rispetto per Palenzona. Ha frainteso o io mi sono espresso male. Spero che ci ripensi». Per Angelo Sanza, capogruppo di Forza Italia in commissione Trasporti della Camera, «la decisione del presidente Palenzona è grave, ma ampiamente condivisibile per l’atteggiamento del governo nei confronti dell’associazione confindustriale che rappresenta le società concessionarie delle autostrade nazionali. Il tema delle concessioni - sottolinea ancora Sanza - viene gestito dal governo in uno spirito dirigista ed illiberale, mentre l’Italia rischia di chiudersi sempre più in se stessa perdendo ricchezza e produttività».