E le «pantere grigie» si pentono: che sbaglio votare Prodi

Marcello Viaggio

Contro le tasse del governo la manifestazione della Casa delle libertà ha chiamato ieri a raccolta tutti. Ceti medi, liberi professionisti, commercianti. E i pensionati. Fra i nove partiti che hanno ufficialmente preso parte alla manifestazione di ieri pomeriggio a San Giovanni, spicca, infatti, anche quello delle «pantere grigie». Il Partito pensionati italiani. Che alle Politiche ha votato Prodi ma, da un paio di settimane, di fronte alla pioggia di gabelle del centrosinistra, ha deciso di fare ritorno ufficialmente alla Casa delle libertà. In una conferenza stampa tenutasi il 20 novembre a Roma il leader del partito, l’europarlamentare Carlo Fatuzzo, ha infatti dichiarato chiusa l’alleanza con l’Unione di centrosinistra e annunciato l’adesione al gruppo di Forza Italia nel Parlamento Europeo. Il Partito Pensionati ha raccolto 334mila voti alla Camera e 340mila al Senato. Numeri piccoli ma non troppo, se si considera che con uno scarto molto inferiore il centrosinistra ha vinto le elezioni dello scorso aprile.
Ieri moltissimi gli «over sessanta» in prima fila in piazza San Giovanni: «Ci sentiamo presi fra l’incudine e il martello», spiega Riccardo Alfonso, candidato al Senato alle ultime elezioni dove ha perso di un soffio ed attuale portavoce romano del partito. «Fra le pensioni sociali minime che salgono - spiega - e quelle dello Stato che restano ferme, ci sentiamo risucchiati in basso. Il potere d’acquisto della terza età diminuisce ogni giorno di più». Roma presenta enormi problemi sociali per tutti, ma in particolare per i pensionati, argomenta Alfonso: «Indubbiamente nella capitale il primo problema per chi vive delle magre pensioni dello Stato è quello degli alloggi, i cui fitti sono saliti alle stelle. Il decreto di proroga degli sfratti è stato di recente bocciato dall’esecutivo. L’ex ministro alle Politiche agricole Alemanno aveva tamponato il problema, ma ora la situazione è di nuovo fuori controllo. I padroni di casa sono tornati a chiedere agli inquilini una raffica di aumenti. Gli sfratti pendenti solo a Roma sono 27-28mila, un terzo dei quali esecutivi».
Molti problemi ci sono, però, anche per gli inquilini più anziani delle case popolari dell’Ater, che per il Partito Pensionati sono un altro serio contenzioso aperto a Roma: «Gli oneri per le migliorie ricadono spesso sugli assegnatari - fa sapere Alfonso -. L’Ater chiede arretrati spesso non dovuti, rivaluta le pigioni in modo errato. Sono tutti imprevisti che costringono a lunghe trafile». Si spiega così l’ampia partecipazione degli anziani che c’è stata ieri alla manifestazione della CdL contro Prodi: «Il governo di centrosinistra dovrebbe difendere soprattutto i ceti più deboli, che sono invece i più danneggiati dalla Finanziaria. A Roma i pensionati scontano anche il precariato dei giovani. Nonni e anche bisnonni, pur con le modeste pensioni, devono assistere economicamente a volte, oltre i figli, perfino i nipoti». Alla manifestazione non sono mancati striscioni che hanno richiamato l’attenzione sulla terza età: «Prodi continua ad ignorare i nostri problemi, il governo non risponde alle nostre esigenze. Chiunque sia un over sessanta oggi si lamenta. L’attuale premier dice che il paese è impazzito, ma di pazzi qui ce n’è uno soltanto. Noi ci sentiamo cornuti e mazziati, come si dice a Napoli», conclude Alfonso.