E le parlamentari si spaccano su Afef candidata

da Roma

Sul fatto che Afef sia una donna affascinante sono tutti d’accordo. Che questo faccia della signora Tronchetti Provera una sapiente amministratrice della cosa pubblica però è tutto da dimostrare. L’ex modella tunisina ha conquistato Clemente Mastella e la platea di Telese soprattutto con le sue battute sul presunto razzismo del presidente del Senato Marcello Pera. «Meticcerò il Parlamento», promette Afef in riferimento al discorso tenuto al meeting dove Pera aveva parlato del rischio di «meticciato culturale». Ad esprimersi su una sua possibile discesa in politica sono soprattutto le donne. Il coordinatore della segreteria diessina, Vannino Chiti, parla di «una candidatura importante» ma molte parlamentari pensano che di Afef si voglia usare soprattutto l’immagine vincente. Maura Cossutta del Pdci dice no alla politica-spettacolo. «Non vorrei - afferma - che la sua candidatura fosse solo per rispecchiare una politica fatta di immagine». Anche Marina Sereni, della segreteria della Quercia, non è contraria ma chiede qualcosa di più: «Ci vogliono tante candidate serie, vere, non poche: vanno benissimo le persone note, ma noi vogliamo anche tante donne candidate». Entusiasta invece l’ex ministro per le Pari opportunità, la comunista Katia Bellillo, che promuove l’idea di candidare Afef a Lucca in contrapposizione a Pera. Secondo il vicesindaco Mariapia Garavaglia della Margherita di una donna come Afef in Parlamento «c’è bisogno» proprio per abbattere gli steccati tra razze e religioni. Di segno opposto il commento di Alessandra Mussolini: «Vorrei pure io essere meticcia come lei. Non tutti i meticci sono così ricchi» dice la leader di Alternativa sociale. Anche il senatore Maurizio Ronconi dell’Udc fa fatica a vedere in Afef il simbolo dell’immigrato che subisce discriminazioni. «Non è certo una donna ricca e di successo, da copertina, come Afef, che può rappresentare le migliaia di immigrati, fuggiti per fame e che in Italia spesso trovano un futuro».