E il Pd impara lo stile Lombardo

Che la fedeltà ai patti non sia il suo forte, il Pd avrebbe ben dovuto saperlo da tempo. Il governatore siciliano Raffaele Lombardo, leader del Mpa, ha infatti tradito prima il suo ex partito, l’Udc, quindi il Pdl che l’ha eletto, quindi i siciliani tutti, che come presidente di centrodestra lo avevano votato nel 2008 e che invece si trovano oggi con un governo tenuto in piedi dal Pd. Perché con i democratici avrebbe dovuto essere diverso? E infatti Lombardo non ha cambiato il suo stile politico. E si prepara a rompere uno dei patti alla base del Lombardo quater, il governo del ribaltone siciliano: l’appoggio al Pd quando, a Palermo, si voterà per scegliere il nuovo sindaco. Lombardo, infatti, ha annunciato di voler candidare l’ex presidente della Provincia, Francesco Musotto. E il Pd palermitano storce il muso: «Non ci facciamo notificare – ha dichiarato il segretario Lupo – i candidati a mezzo stampa». Stando così le cose, si direbbe che il governo Lombardo cinque sembra dietro l’angolo. Un record, ma non ci sarebbe da esserne orgogliosi.