E al Pd non resta che ridere: Walter finisce in barzelletta

C’era una volta un leader politico che stava bene indifferentemente sulle poltrone di Porta a Porta e sul palco dell’Ambra Jovinelli. Anzi, stava decisamente meglio sul palco dell’Ambra Jovinelli, con Serena Dandini che lo presentava con lo stesso affetto con cui introduce il trombone della Banda Osiris: «Ed ecco a voi, Walter Veltroni!». A dire il vero, a volte, l’effetto trombone era più netto con Walter che con la Banda Osiris, ma non è questo il momento in cui stare ’a vedè er capello.
Quindi, proprio perché l’habitat di Walter è quello, proprio perché il mondo di Walter è quello, proprio perché il contesto di Walter è quello, sono ancor più forti e più feroci le ironie del mondo dei satiri nei confronti di Walter. Quasi una nemesi.
Praticamente volatilizzati tutti o quasi i firmatari del «mondo della cultura e dello spettacolo per Veltroni presidente», apparsi alla vigilia delle elezioni (alcuni apparsi letteralmente, nel senso che prima di quel momento non si sapeva nulla sulla loro esistenza nel mondo della cultura e dello spettacolo o anche, semplicemente, nel mondo), comici e autori di satira si sono ricordati improvvisamente di Walter.
La vignetta di Vauro sugli africani preoccupati per il prossimo sbarco di Veltroni fra loro («sta a vedere che ce lo ritroviamo per davvero») sulla prima pagina del Manifesto, fa il paio con la Jena della Stampa che sceglie la stessa identica battuta. Segno che Walter ormai non fa più sognare nemmeno i battutisti. Scontato persino nella sconfitta più dura.
E poi. E poi ci sono i siti internet che si scatenano. Le catene di e-mail girano a ritmi velocissimi con fotomontaggi di Walter novello Che Guevara o con fotografie del guardaroba di sguardi più ispirato a sua disposizione, con tanto di ringraziamenti ironici a titoli cubitali: «Walter, grazie di tutto».
Alcune di quelle mail arrivano addirittura da iscritti o da sezioni del Pd e sono la cartina di tornasole di un malessere profondo nella pancia del partito. Sui social network del Partito democratico (oltre 300mila contatti e 250 richieste di accesso al secondo per Youdem.tv, che paradossalmente sfonda per la prima volta), protetti dai nickname più svariati, i militanti si sfogano a botte di «finalmente!», «era ora!», «Walter era inadeguato» e «non mi dispiace nemmeno un po’», anche se non manca chi si dice dispiaciuto. E un viaggio nelle sezioni porta agli stessi risultati. Per quel che può contare e con tutto il poco valore scientifico e il molto valore empirico, ieri ho fatto un giro fra gli iscritti al Pd a Genova, città rossa per eccellenza, e si oscillava fra la delusione, la rassegnazione, l’impotenza e la rabbia. Passioni positive non pervenute.
Pure i vip si dividono fra irriducibili di un veltronismo ormai impresentabile e l’anelito a una catarsi generale della sinistra. Per un Carlo Verdone che si rifiuta di dare il calcio dell’asino ed è quasi l’ultimo giapponese del veltronismo, assestato su un fronte che nemmeno più Goffredo Bettini presidia («Walter è un uomo pieno di passioni capitato nel Paese sbagliato e nel momento sbagliato, inadatto a fare a spallate e a spintoni»), c’è un’Alba Parietti che spara a zero contro «l’ottusità narcisistica ed autoreferenziale che non ha portato nulla e che ho sentito anche oggi. Pure Veltroni fa parte di quella sinistra salottiera che critica».
Ecco, se Alba Parietti firma l’analisi più lucida, forse c’è da preoccuparsi per gli analisti di partito e di area. Dove sono finiti quelli che su Repubblica ci spiegavano un giorno sì e l’altro pure che il berlusconismo era in crisi e che l’Onda, il laicismo e il giustizialismo avrebbero salvato la sinistra e l’Italia? Dove sono i maestrini dalla penna rossa?
Meglio, molto meglio, affidarsi alla satira. Almeno lì devono far ridere per professione. E allora Vauro, e allora la Jena e allora Crozza-Walter («solo oggi ho capito cosa dovevo fare per il partito. Solo oggi ho capito che dovevo togliermi dai coglioni») e allora il Roberto Benigni dell’Ariston: «Walter, ti do lo slogan per la prossima campagna elettorale: “Rialzati Walter“. Che vuoi che sia la Sardegna? Ci sono Montecristo, Stromboli, le Eolie...».
Si ride, indubitabilmente si ride. Anche se le battute più divertenti sono sempre quelle di umorismo involontario. Walter che, alla vigilia dell’apertura delle urne profetizzava, prima di scomparire: «Berlusconi sparirà dopo i comizi». E un comunicato di ieri del Pd brianzolo che informava che, causa dimissioni del segretario, «la visita del governo ombra a Monza è annullata». Ai confini della realtà. Forse già un filo oltre.