E con Pedrini Zeri ha contato di più

Razza di liguri apuani in bilico e terra arroccata su tre confini a spremere e temprare. È Zeri di Lunigiana in odore di Liguria. È Zeri che ci sta stretta in tanta bellezza e reclama identità. È Zeri degli 80 chilometri quadrati per 40 frazioni che l'ex sindaco, l'onorevole Egidio Pedrini, ha rivoltato come un calzino e rimesso in pista. A crescere. Che a Zeri lui c'è nato, il laccio stretto di una terra dura che mette le fondamenta. Senatore - sindaco, oggi deputato dell'Italia dei Valori, in tasca Pedrini tiene la bussola - Zeri. Ricordo, insegnamento, monito, e quella sorta di moto perpetuo a scandire una vita politica importante. «Diciamo che Liguria e Piemonte mi hanno politicamente partorito - premette l'onorevole - Fare il sindaco a Zeri è stato un omaggio al paese in cui sono nato, un ruolo assunto per puro spirito di servizio». La senti l'urgenza di chi si muove su terre proprie e affetti radicati, di chi magari dà un giro di vite perché va bene così, che la dialettica aiuta a crescere e il confronto rende solidi. «La mia gestione amministrativa è stata improntata al massimo rigore economico - ricorda Pedrini -. Ho cancellato emolumenti e gettoni di presenza a sindaco, assessori e consiglieri, proposta che non fu accolta dalla minoranza costituita da socialisti e Margherita». Parla da politico quando quasi grida che «questi piccoli paesi di Lunigiana rientrano in un sistema di centro sinistra che è soprattutto una centrale di occupazione di potere. Qui ci sono situazioni in cui la partitocrazia e l'impostazione burocratica hanno trasmesso quell'idea del fare politica per profitto che ha messo una cappa sull'intero territorio». Poi partendo dalla bellezza e centralità della Lunigiana, «tra Parma e Firenze, a pochi chilometri dal mare e dalla montagna», spara «sull'inefficienza di una recente gestione della pubblica amministrazione che non ha creato le strutture per turismo e industria. Manca un servizio ricettivo di qualità, mancano le infrastrutture per complessi produttivi. Ci sono progetti per realizzare campi da golf, ma non decollano. È alto il sistema di costi dell'amministrazione, c'è l'onerosa questione dell'Ato per acqua e rifiuti e il mercato delle seconde case frena». Torna l'ipotesi della regione Lunezia, perché «il problema è l'identità, conseguenza di una marginalità che non ha capacità di affermarsi». Con eccezioni importanti però: «La Lunigiana tempra gli uomini. Io sono figlio di contadini che hanno sudato per la pagnotta. Poi mio padre ha smesso di essere contadino a Zeri ed è andato a fare lo strassè a Genova». L'esperienza di primo cittadino a Zeri? «Ho fatto il sindaco di rottura e ho raggiunto risultati». Prima senatore, oggi deputato di IdV, segretario della Commissione Trasporti e membro della Commissione vigilanza Rai: «A fine mandato da senatore ho avuto il riconoscimento come uno dei parlamentari più attivi».