E Perissinotto: «In Autostrade Trieste vuole contare di più»

Caltagirone:«Prematuro un nostro interesse»

da Milano

Le Assicurazioni Generali sono pronte a recitare un ruolo importante nella partita che si sta giocando su Autostrade. In due modi: rilevando, in caso di fusione effettuata, dagli spagnoli di Abertis una parte dei titoli di Schemaventotto, la holding del gruppo Benetton che controlla Autostrade con il 52,15% e di cui il Leone di Trieste già possiede il 6,66%; oppure prendendo parte a una cordata italiana che si verrebbe a costituire in alternativa alla soluzione iberica, fonte continua di polemiche sfociate venerdì nella dura presa di posizione di Vito Gamberale, amministratore delegato di Autostrade, che ha invitato il consiglio a rivedere la fusione con Abertis. È stato l’ad di Generali, Giovanni Perissinotto, a illustrare ieri ai soci riuniti in assemblea il doppio binario che la compagnia intende seguire. Con parole che hanno fatto chiaramente intendere come il dossier Autostrade sia da tempo sul tavolo.
Le Generali, ha spiegato Perissinotto, hanno offerto la propria disponibilità «ad acquistare una parte delle quote» di Schemaventotto «che venissero vendute da Abertis». Trieste ha già fatto i conti dell’eventuale esborso: 150 milioni di euro, quanti ne occorrono per rilevare circa il 2% della holding dei Benetton. Quattrini ben spesi, secondo l’ad del Leone: «L’investimento in infrastrutture per il nostro portafogli sarebbe particolarmente indicato, per le sue caratteristiche di stabilità, rendimento e durata». In bilancio a un valore di carico pari a 88 milioni, il 6,6% di Schemaventotto ha infatti già fruttato una plusvalenza di circa 400 milioni. Generali vuole però mantenere aperta anche la strada che, in caso di naufragio delle nozze Autostrade-Abertis, possa portare all’intervento di una cordata italiana. «Sì, valuteremo certo la cosa», ha detto Perissinotto. Che non ha voluto aggiungere altro, tanto meno i nomi dei soggetti che potrebbero far parte della squadra “tricolore”.
Crédit Suisse First Boston e Jp Morgan, secondo quanto riportato ieri da Mf, sarebbero al lavoro per trovare un imprenditore in grado di far da capo-cordata, individuato dallo stesso quotidiano in Francesco Gaetano Caltagirone. Interpellato ieri dai cronisti, il costruttore ed editore romano ha liquidato l’argomento con un «è prematuro, non ci stiamo pensando». In passato, Caltagirone aveva manifestato interesse verso Autostrade, restando però escluso dalla privatizzazione a causa di una clausola che impediva la partecipazione ai gruppi con società di costruzioni.