E il petrolio vola oltre i 63 dollari

New York. Il petrolio inaugura l'anno tornando a puntare verso l'alto, sostenuto dalla crisi del gas tra la Russia e l'Ucraina. Mosca aveva infatti deciso di chiudere i rubinetti a causa di un contenzioso sui prezzi e ciò aveva fatto scattare l’emergenza tra i Paesi Ue per i quali il gas russo ha un peso notevole. Sul New York Mercantile Exchange, ieri il barile di greggio è stato scambiato a 63,25 dollari, in rialzo (+3,6%) rispetto al fixing dello scorso venerdì. Per il greggio si tratta del massimo valore registrato negli ultimi due mesi di contrattazioni. Su base annuale i prezzi sono del 48% superiori a un anno fa. «L'attuale rialzo del greggio è da attribuire per buona parte proprio alla tragicomica disputa tra Russia e Ucraina», ha dichiarato Bill O’Grady, analista di Edwards & Sons a St. Louis. Se si dovesse concretizzare il pericolo di una stretta sulle forniture di gas naturale, ha spiegato l'esperto, è ovvio che ci si orienterebbe su combustibili alternativi. «Il problema principale però è che la Russia non è un fornitore affidabile».