E Piaggio sogna un fatturato da 2,5 miliardi

nostro inviato a Pontedera (Pisa)
Piaggio si prepara a diventare una piccola multinazionale, una «pocket multinational» - come l'ha definita il presidente Roberto Colaninno - il cui cervello avrà come base la sede storica di Pontedera, ma pronta a crescere sui principali mercati mondiali. Il sessantesimo compleanno della Vespa ha dato lo spunto ai vertici della Piaggio per delineare le strategie di crescita del gruppo. «Non sono previste nuove acquisizioni - ha precisato l'amministratore delegato Rocco Sabelli - ma vogliamo consolidare il perimetro interno, rafforzando la nostra presenza in India, Stati Uniti e resto dell'Europa». E proprio l'India è destinata ad avere un peso sempre maggiore nei futuri piani dell'azienda. Nel Paese asiatico la casa motociclistica di Pontedera opera attraverso una società detenuta al 100%, con 1.500 addetti e un volume d'affari che da tre anni a questa parte ha portato le vendite dei veicoli italiani da 60mila a 150mila unità. «In India - ha spiegato Colaninno - abbiamo una società che non ha debiti e guadagna. A fine anno avvieremo nello stabilimento la produzione del furgoncino Quargo, che già proponiamo in Europa, e più avanti pensiamo di lanciare anche un mezzo su due ruote».
Portato a termine il risanamento della Piaggio, con le ultime arrivate Aprilia e Moto Guzzi in dirittura d'arrivo su questo fronte, davanti a Colaninno e Sabelli si presenta ora la sfida più complessa: «È venuto il momento di pensare alla gestione della crescita - ha ribadito il presidente -: in pratica dobbiamo cambiare le dimensioni della nostra impresa, visto che asset, soldi e voglia di fare non ci mancano». Del resto, se raffrontato ai colossi del settore, nonostante i grandi passi avanti compiuti, il gruppo italiano, con oltre 600mila veicoli prodotti l'anno, non può certo competere con colossi del calibro della Honda che da sola sforna più di 10,2 milioni di moto. E se per Colaninno il sogno nel cassetto è di far raggiungere all'azienda nel lungo termine un fatturato di 2,5 miliardi, per Sabelli il giro d'affari di 1,5 miliardi è in linea con i piani di rilancio, prima, e di sviluppo attuale. I 60 anni della Vespa, coincidono quest'anno con un altro passaggio importante nella storia della Piaggio: la quotazione a Piazza Affari prevista entro l'estate. «L'approdo in Borsa - ha sottolineato Sabelli - è un passaggio tecnico che deve consentire ai soci finanziari di uscire dalla Piaggio e di riprendersi il loro ruolo naturale, perché il socio industriale Immsi (la holding di controllo, ndr) intende rafforzare la sua quota nell'azienda (dall'attuale 40 al 54%, ndr) e proseguire su questa strada». I vertici Piaggio fanno infine trasparire un primo trimestre positivo.