E il Pm Ingroia cerca consensi all’assemblea Sd

Tempi bui per la libertà d’opinione. Andiamo verso il «deserto dei diritti» e nemmeno ce ne accorgiamo. Parole che non stonano nel posto in cui sono state pronunciate, cioè l’assemblea di Sinistra democratica che si è tenuta a Chianciano terme. Se non fosse che a pronunciarle è stato Antonino Ingroia, sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il magistrato ha parlato dallo stesso palco di Claudio Fava, Gavino Angius e Martin Schulz (il capogruppo del Pse al Parlamento europeo). «Essere qui mi consente di intervenire e parlare su temi che dovrebbero stare a cuore a tutti, ma in questi tempi bui - e temo che saranno ancora più bui, prossimamente, per la libertà d’opinione nel nostro paese, oltre che per la libertà di stampa - temo che le occasioni per un magistrato di dire ciò che pensa su ciò che si sta facendo della giustizia e della legalità in Italia saranno sempre più ristrette».
Il giudice ha passato in rassegna tutte le cose che secondo lui non vanno, che vanno dalle norme adottate dal governo in tema di sicurezza, al limiti alle intercettazioni telefoniche. Fino all’uso dell’esercito per contrastare la criminalità. «Noi stessi non ce ne rendiamo conto - ha spiegato ai militanti del partito a sinistra del Pd - perché stiamo passando di assuefazione in assuefazione, ma siamo ben al di là della legislazione d’assedio all’informazione libera e all’indipendenza della magistratura degli anni passati, o della legislazione ad personam. Andiamo diritti verso il deserto dei diritti. Temo che non ci sia - ha concluso - sufficiente consapevolezza della posta in gioco». Insomma, il rischio per la democrazia c’è. E’ enorme. Ma sono gli italiani che non se ne accorgono.