E poi c’è la crescita record di chi «ringrazia» il petrolio

da Milano

C’è anche chi va controcorrente. Paradossalmente, grazie al valore del petrolio. Etihad è la compagnia nazionale della confederazione dei sette Emirati Arabi, e ha sede ad Abu Dhabi, la capitale; se da un lato paga il carburante allo stesso prezzo internazionale dei concorrenti, gli Emirati sono il quarto produttore mondiale di greggio. Una ricchezza talmente smisurata, che lì «s’investono gli interessi degli interessi» osserva il direttore per l’Italia, Paolo Greco. Etihad ha anche un record che in questi tempi di crisi appare sorprendente: è la compagnia che ha avuto il più rapido sviluppo nella storia del trasporto aereo. Nata alla fine del 2003, nel primo anno completo - il 2004 - ha trasportato 500mila passeggeri con quattro aerei, e nel 2008 prevede di trasportare 6,2 milioni di passeggeri con 34 aerei, di cui 26 di lungo raggio (l’equivalente della flotta wide body di Alitalia). Come azienda soffre gli stessi problemi del trasporto aereo mondiale, ma ha un azionista che non lesina i mezzi, in un contesto che non vieta «aiuti di Stato». Il break even è previsto per il 2010; un miracolo, se si pensa che a metà luglio sarà annunciato ufficialmente un nuovo ordine di un centinaio aerei. «In questo momento il nostro sviluppo è frenato proprio da ritardi e mancate consegne da parte di Airbus e Boeing - lamenta Greco -: stiamo aspettando 12 velivoli. Intanto il network è cresciuto a 45 destinazioni, la prossima, in questi giorni, è Minsk».
Interessante la strategia industriale: la logica è quella del point-to-point dall’aeroporto di Abu Dhabi, ma lo stesso scalo è uno snodo naturale dall’Europa verso l’Estremo Oriente. L’esempio più eloquente è proprio l’Italia. Etihad collega Abu Dhabi con Milano Malpensa tre volte alla settimana, per un totale di oltre 30mila passeggeri all’anno. Ma solo il 25-30% ha come destinazione l’area del Golfo: la grande maggioranza fa scalo negli Emirati per proseguire, in particolare, verso Cina e Thailandia. Il vecchio (35 anni) ma piacente aeroporto della capitale è dunque un hub a tutti gli effetti; entro l’anno gli subentrerà quello nuovo, per il quale, neanche dirlo, non si è badato a spese. L’intenzione è di aumentare i collegamenti con l’Italia, portando a sette i voli su Malpensa e aprendo a Roma: «Ma dobbiamo aspettare il rafforzamento della flotta». Dal punto di vista dell’offerta, la forza di Etihad è l’ottima qualità del servizio, che nelle due classi superiori ha pochi confronti, o non ne ha.
Ma una compagnia così ricca pensa anche ad acquisizioni? «No, siamo troppo impegnati a crescere da soli».