E' polemica sull'affresco "Albero della fecondità": castrato dopo il restauro

E' polemica sul restauro dell'affresco medievale l'"Albero della fecondità" di Massa Marittima. La denuncia del consigliere comunale: "Sono spariti i testicoli che facevano parte di alcuni dei singolari frutti". Presentato un esposto alla procura e al ministero dei beni culturali

Massa Marittimia - Quando fu scoperto nel 1999 fece molto discutere e oggi, dopo il restauro appena concluso, le polemiche non si placano: l’ "Albero della fecondità", l’affresco medievale che a Massa Marittima raffigura un albero dai cui rami pendono non frutti ma organi sessuali maschili con alcune donne in attesa di raccoglierli e due che se li contendono, è stato sì restaurato ma, secondo un esponente di opposizione in consiglio comunale, mancherebbe qualcosa. La "sparizione" riguarderebbe, spiega oggi sul quotidiano Il Tirreno Gabriele Galeotti del movimento civico Massa Comune, dei "particolari" importanti e cioè i testicoli che facevano parte di alcuni dei singolari frutti. Dopo il restauro l’affresco "appare fortemente compromesso", dice Galeotti che sulla vicenda ha anche presentato un esposto a procura e ministero dei beni culturali.

Il sindaco: mi fido dei tecnici A dimostrarlo ci sarebbero le foto di prima e dopo la cura, che documenterebbero una vera e propria "castrazione" di alcuni dei frutti peniformi. "Da parte nostra siamo tranquilli sui soggetti che hanno condotto il restauro - commenta il sindaco Linda Bai - e cioè i tecnici della soprintendenza di Siena con il contributo dell’università di Firenze, dell’Opificio delle pietre dure e del Cnr". I tecnici della soprintendenza hanno fatto comunque sapere che, in presenza di un esposto, non intendono entrare nella polemica ma rispondere nelle sedi opportune. L’affresco che all’epoca della sua scoperta fu definito "a luci rosse", è stato oggetto di studi approfonditi e ancora oggi è sottoposto ad un monitoraggio scientifico a causa della presenza di sali minerali e delle infiltrazioni che potrebbero comprometterlo. L’opera, infatti, è stata realizzata sulla parete delle Fonti dell’abbondanza, vasche ai piedi dell’omonimo palazzo medievale, uno dei gioielli della cittadina maremmana. "È una testimonianza - aggiunge il sindaco - sulla quale sarebbe opportuno aprire anche un percorso di interpretazione e che ha suscitato l’interese anche di studiosi non italiani".