E la Polverini inizia il suo tour negli ospedali

Parte oggi il tour negli ospedali pubblici della capitale della candidata del Pdl a presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Si comincia con la visita del San Filippo Neri dove la Polverini incontrerà prima la direzione generale del nosocomio e poi farà un giro nei reparti. Domani sarà invece la volta del San Camillo. Giovedì la Polverini farà tappa all’Umberto I, mentre venerdì prossimo il tour finirà all’ospedale San Giovanni.
La sanità, ha ribadito ancora una volta Polverini a margine dell’incontro con i rappresentanti di Cassartigiani, è uno dei punti principali del programma elettorale. «Abbiamo una regione - spiega il segretario dell’Ugl - che ha un debito sanitario che è il più alto di tutta Italia. Dobbiamo dare quindi risposte immediate». L’impegno della campagna elettorale è gravoso, i temi tanti e scottanti. Di certo non c’è tempo per inutili polemiche e per gesti eclatanti come l’annuncio di uno sciopero della fame e della seta «Io non ho tempo di scioperare» dice lapidaria la Polverini, commentando l’iniziativa della Bonino per protestare contro la mancata applicazione della legge sulla raccolta delle firme per le presentazioni delle liste regionali.
Urgono problemi più reali. Urgono domande concrete. Come quelle relative al modo di utilizzare i fondi europei. Spendere bene e in tempi rapidi i fondi comunitari: questo il progetto della Polverini, espresso a caldo dopo un viaggio lampo a Bruxelles. «Il problema non è a Bruxelles, ma a Roma, alla Regione. L’utilizzo dei fondi europei - spiega ai giornalisti, dopo aver visitato la sede della Regione nella capitale europea - può e deve essere migliorato per quanto riguarda la facilità di accesso da parte di imprese e cittadini, la velocità delle procedure, i tempi di erogazione delle risorse e la verifica dei risultati». Finora, ha osservato Polverini, la Regione «ha partecipato ad appena 45 progetti su un totale di 2931 complessivi», mentre la capacità di spesa si è fermata ad «un terzo del totale».
Complessivamente, il Lazio con la programmazione dei fondi Ue 2007-2013, contando anche le risorse attivate a livello nazionale, può contare su 2,1 miliardi di euro. Un «piatto» troppo ghiotto per non essere preso nella dovuta considerazione. La Polverini ha quindi annunciato che, se verrà eletta, attiverà un centro di coordinamento della politiche comunitarie che farà capo alla presidenza della Regione e una struttura tecnica di supporto alla progettazione che operi in collaborazione con enti locali, imprese, università e centri di ricerca per realizzare e monitorare i progetti.