E Al potrebbe tornare in corsa per la Casa Bianca: contro Hillary Clinton

L'accoppiata Oscar-Nobel sembrano il trampolino di lancio ideale per una nuova clamorosa discesa in campo di Gore. Dai candidati dell'Asinello in corsa arrivano congratulazioni per il premio, ma ora tutti lo temono

Washington- In attesa di capire se l’accoppiata Oscar-Nobel prelude a una clamorosa discesa in campo dell’ex vicepresidente Usa contro l'altra democratica Hillary Clinton l’effetto Al Gore sta già scaldando la corsa per la presidenza. Il sito web di Hillary Clinton ha immediatamente inserito nella home page una foto di Gore con la scritta «Congratulazioni!». Ma sono tutti i candidati democratici a celebrare il Nobel, forse anche per esorcizzare una sua scelta in extremis di presentarsi alle primarie: John Edwards ha osservato che la "la leadership di Gore è in stridente contrasto con il fallimento dell’attuale amministrazione per ridurre l’effetto serra". Barack Obama ha salutato un Nobel "meritato" per il "coraggio" con cui Gore ha affrontato gli «scettici» di Washington per assumere la guida nella lotta ai cambiamenti climatici.
Pressing per la candidatura Intanto i sostenitori della candidatura di Gore, che nel 2000 perse la Casa Bianca per un soffio dopo il riconteggio dei voti in Florida spingono per un suo ritorno in campo. "Draftgore", un’organizzazione mobilitata per far cambiare idea a Gore, mercoledì aveva acquistato un’intera pagina del New York Times per lanciargli un appello. Per Monica Friedlander, fondatrice del sito www.draftgore.com, dopo il Nobel sarà "molto difficile per lui dire no". Anche Jimmy Carter si è augurato che questo premio possa indurre Gore "a valutare un ritorno in politica". Ma l’ex consigliere, Carter Eskew, che con Gore discute quasi ogni settimana, non crede a una sua discesa in campo. "Tecnicamente non lo ha escluso, ma vi posso dire che non sta facendo alcun passo, nè ci sono segnali che indichino che li voglia fare". Un anonimo consigliere politico di Gore citato dalla Cnn ha spiegato che non intende scendere in campo contro Hillary che considera ormai imbattibile e avrebbe valutato una candidatura solo se l’ex First Lady fosse scesa nei sondaggi. Più netta la ex portavoce di Gore, Kalee Kreider: «Non ha intenzione di correre per le presidenziali 2008». Di certo, però, il film-documentario, il libro, il megaconcerto, l’Emmy, l’Oscar e ora il Nobel sembrano comporre uno straordinario trampolino pronto a catapultare Gore su una corsa alla Casa Bianca che aspetta con ansia di trovare un anti-Hillary.