E il Prc silura la parata del 2 giugno

Russo Spena: «Stop all’esibizione di strumenti di guerra». I verdi: sarebbe un bel segnale». Ma Parisi frena: «Per ora non se ne parla»

Fabrizio de Feo

da Roma

La parata del 2 giugno? Soltanto un’odiosa esibizione muscolare e nazionalista. Rifondazione comunista alza la voce e dice no alla celebrazione della festa della Repubblica all’insegna «degli strumenti e simboli di guerra». Sono i gruppi di Camera e Senato del partito guidato da Franco Giordano ad aderire in blocco all’appello delle organizzazioni pacifiste che chiede al presidente della Repubblica e al governo di sospendere la parata militare del 2 giugno. «Così come abbiamo aderito all’appello per il ritiro delle truppe italiane da Irak e Afghanistan - afferma il presidente del gruppo al Senato, Giovanni Russo Spena - anche quest’altro appello ci trova concordi. Sospendere la parata significherebbe dare un forte segnale culturale al Paese. Perché non instaurare una nuova tradizione, che festeggi la Repubblica fondata sulla Costituzione e dunque anche sul ripudio della guerra, in altro modo?».
Il sasso lanciato da Rifondazione viene raccolto dal coordinatore dei verdi, Paolo Cento. «La revoca della parata militare sarebbe davvero un bel segnale», dice Cento, secondo il quale «la festa nazionale del 2 giugno deve essere civica, popolare senza alcun bisogno di ostentare la forza militare. La vicinanza dei cittadini italiani ai nostri soldati, sentimento che condividiamo, può trovare espressione nell’apertura, nella giornata del 2 giugno, di tutte le caserme senza assistere alla sfilata di armi e veicoli bellici ai Fori imperiali». Al coro dei «no» si aggiunge anche Marco Rizzo dei comunisti italiani. «La Costituzione prevede che l’esercito italiano serva a difendere il territorio nazionale e non a compiere guerre e occupazioni all'estero. Fino a quando non si rientrerà dentro il mandato costituzionale, sarebbe bene sospendere la parata militare del 2 giugno che potrebbe figurare come una legittimazione ad atti di guerra e a occupazioni militari».
Il «pollice verso» della sinistra dell’Unione contro la parata militare del 2 giugno - peraltro ripristinata su volere di Carlo Azeglio Ciampi - si infrange, almeno per il momento, sul muro innalzato dal nuovo ministro della Difesa, Arturo Parisi, che rassicura tutti sulla svolgimento della Festa della Repubblica. «Ci sono tante proposte, se ne può discutere, ma - dice Parisi - la Festa della Repubblica è difficilmente superabile, come riferimento comune per tutti gli italiani». Quanto alla parata, aggiunge il ministro, «rappresenta il popolo e i cittadini che difendono la loro Costituzione».