E il premier cinese fa l’americano in tv

A un primo sguardo, la scena ha qualcosa di già visto e al tempo stesso di inusuale. Wen Jiabao, il Primo ministro cinese, circondato dal suo staff su un aereo in volo verso l'epicentro del sisma, indossa un'informale camicia blu mentre affronta l’emergenza terremoto. La foto, diffusa dalle agenzie ufficiali nelle ore successive alla catastrofe, ricorda le immagini delle campagne elettorali americane ed evoca un atteggiamento trasparente e aperto che per Pechino è una novità assoluta. Inimmaginabile anche solo pochi mesi fa, quando il governo fu sorpreso impreparato davanti a una tempesta di neve che aveva bloccato migliaia di persone, o quando cercò di negare la rivolta tibetana. Questa volta Wen Jiabao è arrivato sul posto perfettamente pronto a quello che si sarebbe trovato davanti, e di fronte alle tv ha cercato di rispondere in maniera decisa e chiara ai cittadini e agli occhi di tutto il mondo puntati sulla provincia di Sichuan.
A meno di 90 giorni dall'inizio dei Giochi olimpici e dopo la crisi dei monaci di Lhasa, per la Cina è diventato fondamentale reagire prontamente e non farsi cogliere di sorpresa, specialmente di fronte ai sempre critici media occidentali. La risposta allo sconvolgente terremoto di lunedì sembra mostrare che gli uomini di Pechino hanno imparato la lezione. La televisione di Stato ha prontamente interrotto i programmi per lasciare spazio agli aggiornamenti in diretta mentre agenzie e siti web hanno fatto uscire notizie a getto continuo su danni e vittime. Il contrasto è enorme con la gestione dell'epidemia della Sars nel 2003, quando i media cinesi, fino a quando fu loro possibile, tennero la notizia nascosta.
Ad accelerare la svolta di Wen Jiabao, legata anche alla necessità di dimostrare un comportamento diverso da quello che la giunta militare birmana ha tenuto nei giorni scorsi dopo il ciclone Nargis, potrebbe esserci anche qualche consiglio in arrivo dall’America. Secondo quanto riferito dal Financial Times all'inizio di aprile, infatti, il governo di Pechino, ha interpellato diverse agenzie di Pubbliche relazioni americane e inglesi per gestire la propria comunicazione. Il vincitore non è stato reso noto ma potrebbe essere la stessa agenzia Hill & Knowton, già legata da un contratto al Comitato olimpico di Pechino. E nella gestione del terremoto lo zampino dei pr americani sembra già evidente.