E il premier convinse Bossi a fare l’alleanza Nord-Sud

da Roma

E alla fine arrivò anche l’investitura di Silvio Berlusconi. Che ieri ha tenuto a battesimo l’asse Lega Nord-Movimento per le Autonomie in una conferenza stampa con Roberto Calderoli e Raffaele Lombardo. Un accordo, quello tra il Carroccio e l’Mpa, che ha radici lontane perché sono anni che Umberto Bossi guarda con un certo interesse all’ipotesi di un’intesa con i movimenti autonomisti del Sud che possa «sdoganare» la Lega. Per questo già nel 2003 il Senatùr incaricò l’ex deputato Giacomo Chiappori di occuparsi di monitorare il cosiddetto «sotto Po». Da qualche mese della questione è stato investito anche il presidente federale del Carroccio, Angelo Alessandri, che sotto la supervisione di Calderoli ha girato in lungo e in largo il Sud per cercare di dare vita a un polo autonomista. Da una parte Alessandri si è dedicato agli incontri con i rappresentanti dei movimenti federalisti e delle liste civiche del Meridione e dall’altra si è impegnato nell’apertura di sedi della Lega Nord sotto la linea non solo del Po ma pure del Tevere (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia). Al punto che fra qualche giorno il Carroccio potrà anche vantare due consiglieri comunali a Cosenza (lasceranno il loro gruppo consiliare per dare vita a quello della Lega).
Un’operazione, questa autonomista, fortemente voluta da Bossi ma pure da Berlusconi che si è speso in prima persona e fatto garante dell’accordo (Lombardo potrebbe avere uno o due posti nelle liste di Forza Italia). Anzi, sarebbe stato proprio il premier a convincere il Senatùr a passare sopra le perplessità di alcuni colonnelli padani, favorevoli sì all’«allargamento» ma con molta cautela («ancora qualche giorno fa - racconta un esponente del Carroccio - in Sicilia Lombardo andava dicendo peste e corna della Lega»). La trattativa con autonomisti e liste civiche, dunque, continuerà anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di ampliare il più possibile il bacino elettorale della Cdl. Già raggiunta l’intesa con l’Unione meridionale federalista, in corso, invece, i contatti con altre sette-otto tra liste e associazioni (tra queste Diritti civili, Nuova Italia, Movimento antiracket e Tessile pugliese). Che sarebbero disponibili ad appoggiare la Cdl alle politiche in cambio di garanzie sulle prossime amministrative (un candidato sindaco, un consigliere provinciale o, magari, regionale).