E il premier «manga» chiede subito un posto

Il primo leader cattolico del Giappone, eletto da poche ore, è già a New York a caccia di un seggio al Consiglio di Sicurezza

Taro Aso non è uno che perde tempo. Eletto da poco presidente del Partito liberal-democratico giapponese e nominato soltanto due giorni fa primo ministro con la cerimonia di investitura celebrata dall’imperatore Akihito, l’ex ministro degli Esteri di Tokyo è partito di corsa per New York per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, davanti alla quale ha parlato ieri, e fare valere il ruolo del Giappone.
Aso spinge per la riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, nell’intento di allargarlo sia per quanto riguarda il numero dei seggi permanenti sia a rotazione. Il suo obiettivo è che il Giappone possa presto occuparne uno. D’altronde lo aveva promesso: «La mia missione - ha dichiarato nella prima conferenza stampa da capo del governo - consiste nel creare una nazione luminosa e forte».
Aso, 68 anni, primo capo del governo giapponese di fede cattolica, è diventato primo ministro dopo essere stato responsabile degli Esteri nei governi presieduti da Shinzo Abe e Yasuo Fukuda, che si è dimesso dall’incarico il 1° settembre dopo undici mesi di governo. Tocca a lui, adesso, risolvere le questioni lasciate in sospeso dal suo predecessore: soprattutto, rimettere in moto un’economia in fase di recessione. Ad agosto il Giappone ha fatto registrare il primo deficit commerciale negli ultimi 26 anni: 324 miliardi di yen, circa 2 miliardi di euro, dovuto soprattutto al calo delle esportazioni verso Stati Uniti e Unione europea, e al rincaro del greggio.
È ricco: proviene da un famiglia della borghesia industriale; nobile: è imparentato con la famiglia imperiale; decisionista: viene da una lunga esperienza come manager di una grande impresa. Aso è un esponente dell’ala conservatrice e nazionalista del Pld, che non ha visto di buon occhio la ripresa, negli ultimi anni, delle relazioni con la Cina, che considera una «minaccia».
Alla stampa internazionale non è sfuggita una colorata passione del politico: quella per i manga, i fumetti giapponesi, che gli era valsa in passato il soprannome di «ministro manga». Nel 2003, Aso ha confessato di leggere decine dei suoi fumetti preferiti contemporaneamente e testimoni raccontano di averlo visto immerso nella lettura anche all’aeroporto.