E Prodi ha la soluzione per la Rete: un emendamento al «Ddl Bersani»

Scartata l’ipotesi di un decreto, cara ai Ds Si prepara la separazione contabile «all’italiana»

da Roma

Il governo è orientato ad attribuire maggiori poteri di controllo all’Autorità delle Comunicazioni attraverso un emendamento al disegno di legge Bersani sulle liberalizzazioni. Niente disegno di legge o decreto: seppure un provvedimento di urgenza sia sponsorizzato dai Ds, lato Bersani.
In questo modo, gli attori della partita Telecom avranno tutto il tempo per raggiungere un’intesa su come separare la rete d’infrastrutture da Telecom SpA. Il modello allo studio, per grandi linee, segue quello inglese. Ma in «salsa italiana». Nell’azionariato, infatti, ci sarà spazio anche per una quota pubblica minima (2-3%) della Cassa depositi e prestiti; così come pubblica dovrebbe essere anche la governance. In cambio, l’operazione americana e messicana andrà in porto: cioè, acquisiranno il 66% di Olimpia (che controlla il 18% di Telecom). Ma a far loro compagnia in Olimpia entrerà anche Intesa. Ed una volta realizzata l’operazione, è probabile un aumento di capitale di Telecom. Le banche ora presenti nell’azionariato della società l’avrebbero accettato “obtorto collo“.
Questo è lo schema elaborato dagli sherpa dei diversi attori in campo. E che a Roma mette d’accordo Prodi con Rutelli, Padoa-Schioppa con Gentiloni (che ha incontrato ieri il presidente del Agcom, Calabrò). Unici insoddisfatti i Ds.
Emendamento al ddl Bersani. La soluzione è maturata dopo una serie di contatti fra i capi di gabinetto dei diversi ministeri. Ed è stata «benedetta» da Palazzo Chigi. L’emendamento dovrebbe estendere i poteri dell’Agcom per verificare lo scorporo della rete d’infrastrutture della Telecom. Si tratterebbe, però, esclusivamente di uno strumento di deterrenza da parte del governo. L’obbiettivo è che la societarizzazione della rete venga avviata sulla scia dei contatti già in corso fra Telecom e l’Agcom. La scelta dell’emendamento è esclusivamente a garanzia che lo scorporo avvenga sulle basi degli accordi raggiunti fra le parti. Finquando l’emendamento non viene approvato e finquando il disegno di legge non viene votato dai due rami del Parlamento, i poteri dell’Agcom restano gli stessi di oggi.
Rete. In base agli accordi, il modello dovrebbe prevedere uno scorporo contabile sul modello inglese, la definizione del suo valore e di quanto rende ai diversi gestori. Negli incontri informali, At&t e America Movil avrebbero chiesto ed ottenuto tutele economiche in caso di mancati investimenti (come quelli dell’ultimo miglio). In modo particolare, avrebbero chiesto garanzie proprio sul piano di investimenti. Il ministero dell’Economia punta ad uno schema sul modello di Terna, ma con una presenza pubblica (della Cassa depositi e prestiti) limitata al 2-3%. In cambio, punterebbe ad ottenere la governance della nuova società, che dovrebbe essere messa sul mercato. Le quote dovrebbero rispettare il peso dei singoli gestori della telefonia.
Telecom. In tal modo, una volta messa sul mercato la società della rete (in maggioranza controllata dai privati) la Telecom potrebbe ridurre il proprio indebitamento. Americani e messicani, poi, punterebbero anche ad un aumento di capitale di Telecom. Aumento a cui le banche presenti in Telecom - seppure con grande difficoltà - avrebbero deciso di aderire.
Banche. A sbloccare la situazione sono stati due elementi: la scelta dell’emendamento quale veicolo legislativo per la rete (che dà garanzia ad At&t di tempi abbastanza lunghi da non subire un esproprio della rete) ed il ruolo delle banche nell’operazione. Intesa, infatti, punterebbe ad entrare in Olimpia con un obbiettivo: contenere il ruolo degli americani e messicani a partner industriale. Mediobanca, invece, parlando con tutti gli operatori europei è come se avesse messo a disposizione la sua opzione di prelazione.
Ds. Dopo le interviste di Prodi e Rutelli, ed avendo orecchie acute per comprendere che il compromesso era alle porte, i Ds stanno chiedendo un provvedimento d’urgenza per separare la rete d’infrastrutture da Telecom. Alla base della richiesta, strategie di interdizione per diventare interlocutori di un quadro che li ha visti finora non protagonisti. Non a caso, in settimana uomini del Botteghino dovrebbero incontrare emissari dell’At&t e di America Movil, attesi a Roma.