E il Professore fa il predicatore: «Ora dobbiamo salvare l’Italia»

Resta il gelo con Rutelli. L’invito della Bindi: «Dobbiamo dialogare, niente scissioni»

da Roma

Il Listone «del presidente»? Chissà. E l’Ulivetto? «Vedremo - glissa Romano Prodi - . Me ne occuperò quando tornerò in Italia». Dopo i tre giorni che hanno terremotato l’Unione, spunta a Mosca un Professore particolarmente prudente. Una cosa è certa: «Bisogna salvare l’Italia, dare una sterzata al Paese, aiutarlo a crescere». E visto che serviranno «decisioni» severe, il centrosinistra deve «preparare una coalizione unita».
«Consapevolezza e coesione», queste dunque le due coordinate sulle quali Prodi vuole muoversi. A Roma lo aspetta una settimana difficile, fatta di incontri, vertici e contatti, una serie di appuntamenti in cui dovrà mediare, ricucire e soprattutto proteggere la sua leadership nel centrosinistra. Mercoledì in agenda un cruciale summit della Fed. La strada maestra, dice, è sempre la stessa: «Ho lavorato tanto per l’Ulivo, che è lo strumento per far avanzare il Paese, e io non lo dimentico di certo». La trattativa continua. «Bisogna dialogare - spiega Rosi Bindi - e niente scissioni». Resta però il gelo con Francesco Rutelli: tra i due ancora nessuna telefonata di chiarimento. «La svolta della Margherita ha una deriva centrista», spiega il prodiano Franco Monaco. In più, pesa la freddezza ds verso una lista Prodi.
Dunque, «coesione», insiste il Professore. E se il progetto non convince ancora tutti quanti, occorre comunque trovare il modo di stare insieme lo stesso perché, se il centrosinistra vincerà le elezioni, dovrà fare scelte dure e impopolari. Serve quindi «un governo in grado di prendere decisioni». Il Belpaese, sostiene l’ex presidente della commissione Ue, non se la passa troppo bene. «In questi giorni - dice - mi sto incontrando con politici, uomini d’affari e esperti di economia di tutto il mondo. L’Italia è ormai oggetto di preoccupazione seria e condivisa sotto molti aspetti, dalla capacità del sistema produttivo alla tenuta dei conti pubblici. Tutto ciò mi addolora fortemente, ma so anche che l’Italia ha tutte le energie per potersi riprendere. C’è tanta gente che ha voglia di fare un salto in avanti, occorre però consapevolezza e coesione. Dobbiamo quindi preparare una coalizione e un governo in grado di prendere le decisioni per salvare il Paese, per dare una sterzata, per aiutarlo a cambiare rotta».
«Salvare l'Italia? In questo momento - replica Fabrizio Cicchitto - il professor Prodi deve anzitutto evitare di cadere nel ridicolo. Infatti, oggi più che l'Italia, che non ha affatto bisogno del suo soccorso, deve pensare a salvare l'unità del centrosinistra, che sta andando in pezzi per dichiarazione dei suoi stessi dirigenti. Del resto che l’Unione abbia assoluto bisogno di una ciambella di salvataggio è testimoniato da lui stesso, che ha evocato il rischio di un suicidio». Incalza Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati Fi: «Il centrosinistra è lacerato. Non può governare».