E in Rai il calcio corrotto diventa una fiction

Pedro Armocida

da Roma

Quando la realtà supera la fantasia. Dopo il film in uscita 4-4-2 - sottotitolo emblematico «il gioco più bello del mondo» - prodotto da Paolo Virzì sui vizi del mondo del calcio, ecco che anche in tv arriva, stasera e domani su Raidue in prima serata, Ultimo rigore 2, séguito della miniserie di successo che nel 2001 affrontò il tema del doping.
Ora, manco a dirlo, la fiction diretta da Sergio Martino racconta proprio quel «calcio sporco», anche se solo di Serie B, che ha avuto gli odierni onori della cronaca. Con un mix inquietante di scommesse clandestine, risultati delle partite pilotate, portieri venduti, direttori generali di club che sembrano boss mafiosi. Uno dei pochi che si salva è l'allenatore puro e idealista («La prima regola da ricordare è che il calcio è nato come un gioco») Carlo Corsi (interpretato da Enzo Decaro) che dopo aver scoperto il marcio d'una parte della sua squadra, lotta per ripurirla.
«Ognuno di noi - dice l'attore - per il proprio personaggio si è documentato. Io ho spesso incontrato Zeman a cui mi sono direttamente ispirato. Mi aveva scongiurato di non dirlo ma siccome è un personaggio che esce pulito dalle vicende attuali è giusto dargli onore e merito».
In Rai ci tengono a sottolineare che la fiction è stata scritta tre anni fa e girata nel 2004 e che la sua messa in onda non è stata dettata dalla attualità, anche se, osserva Pino Corrias dirigente della fiction, «capita raramente di essere così puntuali con la realtà». Dello stesso avviso il regista che aggiunge: «Racconto ciò che avviene nel calcio a microfoni spenti. Cosa che avevo già fatto nel 1985 scherzosamente con Lino Banfi in L'allenatore nel pallone».
Girato nella zona di Viterbo, nel cast di Ultimo rigore 2 ci sono anche Aisha Cerami, Mirco Petrini, Tony Garrani, Elena Bouryka e Maria Monsè.
Intanto Sergio Martino è alle prese con la scrittura della terza serie che, rivela, «affronterà il mondo dei calciatori che smettono l'attività. Molti di loro sono morti a soli 40-50 anni, forse per l'abuso di farmaci». Speriamo che almeno questo rimanga solo fiction…