E la Rai dichiara guerra al Milan

Pomeriggio di telefonate minacciose dalla Ds per avere un ospite rossonero. Che non arriverà

Il patto d’acciaio Ds (Domenica sportiva)-Juventus si trasforma in un atto di guerra dichiarata della Rai nei confronti del Milan. A spiegare la pericolosa piega presa dal tumultuoso rapporto, può contribuire forse l’iniziativa adottata ieri pomeriggio dall’ufficio legale della Lega professionisti: e cioè l’invio di una diffida in piena regola alla trasmissione «Quelli che il calcio» condotta da Simona Ventura e accusata di ignorare l’esclusiva acquisita da Mediaset segnalando in diretta l’andamento delle partite di calcio domenicali. Nella diffida si intima alla Rai «di astenersi da precise violazioni contrattuali in merito ai collegamenti radiofonici» riferendo in tal senso le dichiarazioni rese da Gigi Moncalvo, capostruttura di Raidue, venerdì sera durante la conferenza-stampa di Galliani in Lega («C’è un giornalista, Varriale, che ascolta la radiolina, e noi abbiamo i diritti radiofonici»). È il segnale atteso da Mediaset prima di partire con le proprie azioni legali.
Il dissidio istituzionale Rai-Lega si è trasferito sul fronte interno tra Rai e Milan e in particolare nel rapporto tra Ds e società rossonera diventato da ieri molto tempestoso. Marco Mazzocchi, conduttore della trasmissione di Raidue, ha richiesto per la puntata di stasera, la presenza negli studi milanesi di corso Sempione di un tesserato del Milan, impegnato nel pomeriggio contro l’Udinese a San Siro. In cambio ha ricevuto un cortese rifiuto. «Molti calciatori sono in partenza per i raduni delle Nazionali, altri godranno di pochi giorni di riposo» la spiegazione ufficiale fornita dall’ufficio stampa del club berlusconiano. A far saltare i nervi, poi, ha contribuito un’altra notizia: Carlo Ancelotti ha da tempo promesso la sua presenza a Sandro Piccinini, conduttore di Controcampo, Italia 1, la trasmissione concorrente. Apriti cielo. Al telefono cellulare di Pippo Sapienza, uno degli addetti all’ufficio-stampa del Milan, è giunta una telefonata molto irritata dell’opinionista leader della Ds. A sentire il funzionario milanista son volate parole grosse. «A poche ore dalla partita hanno minacciato di farci la guerra: questo è l’uso che viene fatto del servizio pubblico», è il preoccupato commento salito da Milanello.