E il «Re Leone» Bob Marley rivive negli Original Wailers

Il 28 giugno 1980 è ormai entrato a pieno titolo nella storia della musica dal vivo in Italia. Già, perché quel giorno Bob Marley riuscì nell'impresa di trasformare lo stadio di San Siro in una specie di nuova Woodstock. Di più: in una grande festa di popolo, pacifica e gioiosa, con oltre 80mila invitati. Un'affluenza record per un evento epocale, che ha messo tutti d'accordo (i figli dei fiori; chi conosceva solo No woman, No cry; la gioventù più politicizzata che vedeva in Marley il simbolo della ribellione e delle libertà negate) e ha «liberato», una volta e per sempre, l'Italia del rock dall'isolamento in cui era rimasta imprigionata negli anni Settanta, a causa dei numerosi incidenti a sfondo politico che interrompevano le esibizioni dal vivo.
Alla Scala del calcio erano tutti per lui, il «messia» caraibico del reggae, ma anche per gli inseparabili Wailers, la formazione «inventata» dal Re Leone giamaicano in quel di Kingston nel 1962 (assieme a Peter Tosh e Neville Livingstone, alias Bunny Wailer), che ancora oggi continua a proporsi come ambasciatrice ideale di un universo caro a legioni di fan fedelissimi. Tuttavia, 28 anni dopo la prematura scomparsa di Marley (più di 250 milioni di dischi nel mondo e un album, Exodus, nominato dalla rivista Time il migliore del secolo scorso, la sua pesante eredità!), il marchio Wailers risulta conteso dai superstiti. Da una parte, i Wailers capitanati dal bassista Aston «Family Man» Barrett (l'unico sopravvissuto della band originale ha di recente perso una battaglia legale contro la famiglia Marley e la Island Records: pretendeva 52 milioni di sterline rivendicando il pieno coinvolgimento suo e del fratello Carlton, batterista, nel processo creativo della scrittura dei brani firmati da Bob) e il tastierista Earl «Wire» Lindo; dall'altra, The Original Wailers, progetto che vede protagonisti i due chitarristi Junior Marvin e Al Anderson (quest'ultimo, unico statunitense, è entrato nella squadra marleyana poco prima dell'album Nitty Dread). Proprio gli Original Wailers sono ospiti stasera (ore 22, ingresso 15 euro) del Live Club di Trezzo sull'Adda. In scaletta molti classici del reggae, e soprattutto quel libro dei sogni costituito dal canzoniere di Marley, che ripropongono con ossequiosa fedeltà, nel massimo rispetto degli originali.