E la Regione approva la polizia locale dimezzata

Nasce in Liguria la polizia regionale. Con un'organizzazione centrale in più e qualche arma di difesa personale in meno. Forte della maggioranza dei voti in Consiglio regionale ieri è stato approvato il disegno di legge dal titolo: «Disciplina in materia di polizia locale». I corpi di polizia provinciale e municipale, quindi, sotto un unico «tetto», e magari, ma questo è ancora in fase di studio, anche con un numero telefonico unico. Lo scopo è assicurare un servizio omogeneo ed uniforme su tutto il territorio ligure. Due gli aspetti innovativi: promuovere dell'associazione fra piccoli Comuni e Comunità montane per garantire sempre una copertura del territorio, e istituire la scuola interregionale di polizia locale, e questo nonostante il fatto che Forza Italia e Allenza Nazionale avessero più volte ribadito l'esigenza di una scuola tutta ligure. È previsto anche l'impiego del volontariato. Se la maggioranza è soddisfatta, l'opposizione non lo è altrettanto. Ha detto Gianni Plinio (An): «È una cattiva riforma che non si adatta alle esigenze imposte dalla devoluzione dei poteri dallo Stato alle Regioni o alle esigenze della collettività in materia di sicurezza urbana». Plinio aveva anche chiesto che gli agenti della polizia locale avessero in dotazione più armi per la difesa personale. Richieste che sono state ignorate dalla proposta di legge della giunta regionale. «E pensare che la sicurezza urbana dovrebbe essere fondamentale di fronte alla sempre più dilagante criminalità cittadina - ha commentato Plinio -. Armi moderne e sperimentate - ha aggiunto -, come la bomboletta con spray urticante e il bastone estensibile, sono già state adottate con successo da diversi Comuni».